La crisi di governo aperta lo scorso 8 agosto, che rischia di portare la Lega all'opposizione se invece delle tanto invocate elezioni Pd e M5S dovessero trovare la quadra per un nuovo governo, non è stata priva di conseguenze per Salvini. La sua strategia si è al momento rivelata un boomerang e i suoi elettori presentano il conto. Secondo il sondaggio Winpoll-Sole 24 Ore il Carroccio, che aveva portato a casa un 34,3% alle europee, lo scorso 30 luglio era stimato al 38,9%: oggi è sceso al 33,7%.

Non si sa ancora se si tratti di un vero e proprio trend negativo o di un calo passeggero. Ma di fatto l'ex alleato, il M5S, ha recuperato terreno rispetto al sondaggio di luglio: se infatti nella precdente rilevazione era dato al 14,8%, oggi è al 16,6%; il Pd è continuato a crescere, come si era evidenziato già nei mesi precedenti: è dato al 24,0%, mentre a luglio lo avrebbe votato il 23,3% degli intervistati. Ma in proporzione chi trae profitto dal calo di consensi della Lega è Fratelli d'Italia: il 30 luglio era al 7,4%, mentre adesso ha guadagnato quasi un punto, ed è all'8,3%. Forza Italia è rimasta invece stabile: se si andasse alle urne sarebbe votata dal 6,6% degli elettori (il 6,7% l'avrebbe votata lo scorso 30 luglio).

Per quanto riguarda gli esiti possibili per questa crisi di governo, la maggioranza relativa (il 41%) vorrebbe tornare al voto in autunno, mentre il 34% ritiene che si debba formare un governo Pd-M5S. Solo l'8% pensa che i due ex alleati di governo dovrebbero mettersi d'accordo, e siglare una nuova alleanza Lega-M5S. Al momento l'ipotesi più concreta, e che sta prendendo forma in queste ore, è che Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti trovino un accordo sul nome del premier, in vista delle consultazioni di martedì al Quirinale. Gli elettori del Pd tifano per questa soluzione (il 62%): il 56% è convinto che un governo giallo rosso durerà fino alla fine della legislatura (56%). Gli elettori del M5S sono invece divisi: il 37% è certo che un governo Pd-M5S potrebbe durare solo pochi mesi, mentre il 34% è più fiducioso, e ritiene possa reggere fino alla fine della legislatura. Anche la credibilità di Matteo Salvini è stata intaccata, secondo gli intervistati: il 58% pensa che sia diminuita, e solo il 23% ritiene che sia rimasta uguale.