È stato trovato l'accordo tra governo e Regioni sulle nuove linee guida per la ripartenza della scuola. Un'intesa che è stata trovata dopo un momento di confronto serrato, tra le proteste dei presidi e degli Enti Locali. Sono intervenuti in conferenza stampa a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, insieme alla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. Come ha anticipato il sottosegretario all'Istruzione Peppe De Cristofaro, intervenuto a SkyTg24, le scuole riapriranno l'1 settembre per i corsi di recupero, e il 14 c'è la riapertura vera e propria.

"Il 20 settembre – ha aggiunto il sottosegretario – spero davvero che si riesca a fare quello che in tanti stanno chiedendo, cioè cercare luoghi alternativi alle scuole per svolgere le elezioni. Diversamente sarebbe onestamente un cazzotto nell'occhio e una vera beffa. Spero si risolva positivamente".

"I nostri figli torneranno in classe in condizione di massima sicurezza. Alla fine ci siamo determinati per questa soluzione, il rientro in classe a settembre. Ma è una decisione che ci ha fatto male. Siamo consapevoli che la didattica a distanza è stata una questione di necessità. Siamo consapevoli degli sforzi che abbiamo chiesto alle famiglie. Ma quello di cui nessuno deve dubitare è che la scuola è al centro della politica di governo. Continueremo a investire sempre più. Era stato già stanziato 1 miliardo per la ripartenza nel decreto Rilancio. 330 milioni li abbiamo destinati ai rappresentanti degli Enti locali, per interventi di edilizia leggera. Stanziamo un ulteriore miliardo, che ci consentirà di avere una scuola più inclusiva e più moderna. Vi preannuncio poi che nel piano del Recovery fund verrà dedicata una parte per un intervento sulla scuola. Vogliamo migliorare i percorsi professionalizzanti, per aiutare i ragazzi a immettersi nel mondo delle imprese", ha detto il presidente del Consiglio Conte.

"Le linee guida che oggi presentiamo sono un momento molto importante. Sono linee assolutamente condivise. Il premier ha appena detto che ci sarà un miliardo in più sa stanziare. Oltre a questo sono stati stanziati 4,6 miliardi da gennaio a oggi. È stato facile? No, ma è il segnale che il mondo della scuola è al centro dei nostri pensieri. Il 17 giugno le abbiamo riaperte le scuole, per gli esami di maturità. Abbiamo riportato 500mila studenti a scuola. Dal 1 settembre porteremo a scuola gli studenti che hanno avuto più difficoltà", ha detto la ministra Lucia Azzolina nel suo intervento.

"Le scuole dovranno essere pulite, milioni di euro stanziati per prodotti igienizzanti. Dovremo evitare gli assembramenti, con il rispetto di un metro di distanza, e ingressi scaglionati. Faremo comunicazioni per le famiglie e per gli studenti. La scuola ha bisogno di spazi. Abbiamo creato un software, che non esisteva, per sapere quanti metri quadrati abbiamo nelle nostre scuole. Siamo al 76% dei dati ad oggi. Sulla base di questi dati, abbiamo al momento il il 15% di studenti che dobbiamo portare fuori dagli edifici scolastici. Faremo lavori di edilizia scolastica leggera. Se non dovessero bastare abbiamo ripreso i 3mila edifici scolastici che avevamo dismesso. Ma se non dovesse bastare, faremo scuola anche fuori dalla scuola, nei musei, nei cinema, nei teatri, negli archivi, affinché gli studenti respirino la cultura di cui hanno bisogno. I più piccoli potremo portarli anche al parco. Ma avremo bisogno anche di più docenti. Assumeremo fino a 50mila persone tra docenti e personale. E poi assumeremo a tempo indeterminato sia il personale docente sia quello non docente. E poi il cuneo fiscale: a luglio gli stipendi dei docenti cresceranno, avranno tra gli 80 e i 100 euro in più", ha aggiunto.

"Cambia il modo di fare didattica. Investiamo in ambienti di apprendimento e in formazione del personale. Le classi non saranno sdoppiate. Io ho fatto una battaglia contro le classi pollaio, il numero di studenti per classe deve diminuire. I miliardi che stiamo spendendo non sono solo per gestire l'emergenza del coronavirus. Serve guardare a quelli che hanno sofferto di più, come i bambini più piccoli, e i ragazzi e le ragazze disabili".

Nel pomeriggio si è svolta una seduta straordinaria della Conferenza Unificata presieduta dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. Presenti presso la sede del Dipartimento Affari regionali la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il sottosegretario all'ambiente, Roberto Morassut; presenti in videoconferenza la viceministra dell'istruzione, Anna Ascani, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, i presidenti di Regione, il presidente Anci, Antonio Decaro, il presidente UPI, Michele De Pascale, i sottosegretari e viceministri competenti dei provvedimenti all'ordine del giorno. La Conferenza Unificata ha espresso dunque parere favorevole alle linee guida relative al Piano Scuola 2020/2021. La data di inizio della scuola sarà quindi il 14 settembre, come aveva proposto la ministra dell'Istruzione.

L'accordo prevede una revisione dei criteri per stare in classe: il distanziamento fisico va calcolato tra bocca a bocca. Questo cambierà il modo in cui verranno riorganizzati gli spazi degli istituti scolastici. Il punto delle mascherine in classe rimane legato alla situazione epidemiologica: nel testo si legge che "il Comitato tecnico scientifico, almeno due settimane prima dell'inizio dell'anno scolastico, aggiornerà, in considerazione del mutato quadro epidemiologico, le proprie indicazioni in merito all'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per gli alunni e per gli insegnanti all'interno dell'aula, e/o negli spostamenti e nella permanenza nei locali comuni".

L'altra novità fondamentale è l’istituzione di un "cruscotto informativo" in grado anche di segnalare, rispetto all’edilizia scolastica, le criticità, cioè "i casi in cui gli spazi delle aule didattiche espresse in metri quadrati non siano sufficienti ad accogliere tutti gli studenti iscritti".

Per il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini questo è un ottimo risultato" e "le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021 che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali".

"Voglio anche ringraziare la ministra, Lucia Azzolina, per la disponibilità al confronto – ha aggiunto -. Abbiamo lavorato molto su questo testo nella consapevolezza che la riapertura delle scuole sia il primo segnale di un Paese che riparte davvero. Ora il testo è notevolmente migliorato grazie proprio al contributo e al pragmatismo degli assessori all'istruzione delle Regioni che fino all'ultimo hanno avuto una interlocuzione costante con il ministero. Quella di oggi rappresenta un'ulteriore risposta ai detrattori della concertazione istituzionale".

"L'intesa trovata oggi tra governo, regioni, province e comuni sulle linee guida relative alla riapertura delle scuole è un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali", ha commentato il ministro della Salute Roberto Speranza. "È essenziale – ha aggiunto – investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito".

Forte dissenso è stato espresso invece dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: "La Regione Campania nella Conferenza delle Regioni e anche in conferenza Stato-Regioni manterrà il dissenso rispetto al ministro della Pubblica Istruzione. Non daremo l'intesa, non diremo che siamo d'accordo con le misure che si vanno a prendere, perche' abbiamo considerato irresponsabile decidere di andare al voto il 20 settembre".

"Se ne prendano tutte le responsabilità" dice riferendosi alla scelta di accorpare in un unico giorno elezioni comunali, regionali e referendum costituzionale nello stesso periodo di avvio dell'anno scolastico. Ma ha detto anche che il dissenso è nel merito. "Non è stato definito ancora l'organico apriamo l'anno scolastico e non sappiamo su quanti docenti possiamo contare. Non ci sono fondi sufficienti per l'edilizia scolastica e gli arredi".

"Espliciteremo il nostro dissenso e la nostra critica ferma al ministro della Pubblica Istruzione che ha consentito che i problemi della scuola diventassero marginali rispetto agli interessi della politica politicante".