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Coronavirus
9 Settembre 2021
10:30

Salvini dice sì a estensione green pass, ma per danni da vaccino chiede indennizzi (che ci sono già)

Intesa raggiunto tra Lega e governo sull’estensione del green pass. Salvini accetta l’allargamento della certificazione verde ad altri ambiti, ma in cambio chiede gli indennizzi per chi denuncia effetti collaterali gravi legati al vaccino. Ma il risarcimento da parte dello Stato è già previsto, anche se l’immunizzazione contro il Covid non è obbligatoria, ma solo fortemente raccomandata.
A cura di Annalisa Cangemi
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La Lega trova l'intesa con il governo sulla conversione del decreto sul green pass, che a breve dovrebbe essere esteso anche per altre categorie, come i lavoratori nelle mense e gli addetti alle pulizie nelle Rsa, il personale esterno che lavora nelle scuole e nelle università. La prossima settimana, con un nuovo decreto, toccherà anche ai dipendenti di bar e ristoranti, e successivamente anche agli statali. Secondo quanto ricostruisce il quotidiano ‘La Stampa' Matteo Salvini ha aperto all'allargamento della certificazione verde, ottenendo però in cambio l'ok agli indennizzi per i danni provocati dal vaccino contro Covid-19.

Ieri sera, come ricostruisce il quotidiano, Palazzo Chigi ha chiesto ai leghisti di trasformare gli emendamenti in ordini del giorno, che non sono vincolanti, ai quali il governo darà parere positivo: l'esecutivo è pronto a dare il via libera non solo ai risarcimenti per le persone che potranno dimostrare un danno fisico provocato dal vaccino anti Covid, ma anche all'utilizzo degli anticorpi monoclonali, alla semplificazione dei test salivari e a maggiori tutele per le persone più fragili.

Gli indennizzi per i vaccini raccomandati sono già previsti

Il punto è però che gli indennizzi da parte dello Stato per i danni gravi da vaccino ci sono già. Lo Stato deve infatti risarcire il cittadino non solo per i vaccini obbligatori, ma anche per quelli raccomandati, come appunto il vaccino anti Covid. Come ha scritto lunedì su ‘La Stampa' Eugenia Tognotti, ordinario di Storia della medicina e della Sanità pubblica all'Università di Sassari, la legge 25 febbraio 1992 n. 210 stabilisce che "chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge".

Tognotti ha ricordato poi una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 307 del 1990, secondo cui deve essere prevista "un'equa indennità" in caso di danni "da contagio o da altra apprezzabile malattia causalmente riconducibile alla vaccinazione obbligatoria antipoliomielitica", in riferimento appunto all'obbligo di vaccinazione contro la poliomelite, introdotto nel 1966. In pratica quella sentenza stabiliva il principio secondo cui non si può chiedere a un cittadino di esporsi obbligatoriamente a rischi personali per la propria salute in nome del benessere collettivo, senza che vi sia da parte dello Stato il riconoscimento di un indennizzo.

Inoltre la Corte Costituzionale, in una recente sentenza, ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto a un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, a favore di chiunque abbia riportato lesioni o infermità, da cui sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, a causa della vaccinazione contro il contagio dal virus dell'epatite A". Quest'ultima non è appunto una vaccinazione obbligatoria, ma raccomandata.

Il costituzionalista e professore ordinario di diritto pubblico comparato all’Università di Genova Lorenzo Cuocolo, intervistato da Genova24, ha appunto fatto notare che "La Corte costituzionale ha detto che l’obbligatorietà dei vaccini ci può essere a condizione che lo Stato si faccia carico dei danni individuali derivanti dall’uso dei vaccini. Ma in realtà la Corte ha detto anche che il risarcimento da parte dello Stato deve avvenire non solo per i vaccini obbligatori, ma anche per quelli fortemente raccomandati, come potrebbe essere nel caso del Covid". Quindi anche se in questo momento in Italia non c'è l'obbligo di vaccino ma solo l'obbligo di green pass per alcuni luoghi, come la scuola o gli ospedali, è già previsto un indennizzo in caso di effetti collaterali legati al farmaco.

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