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Guerra in Ucraina
24 Aprile 2022
13:33

Pagliarulo (Anpi): “Tentativo di delegittimarci, noi mai subalterni. Resistenza ucraina legittima”

Il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo ha chiarito la posizione dell’associazione die partigiani sull’invio di armi all’Ucrania: “Condanna senza se e senza me dell’invasione da parte dell’esercito di Putin e riconoscimento della legittima resistenza ucraina”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il presidente Anpi, Gianfranco Pagliarulo, ha risposto agli attacchi che l'associazione ha ricevuto nei giorni scorsi, per via delle posizioni prese sulla guerra in Ucraina. "Nessuno sa, tanto meno io, dove porterà il conflitto in Ucraina, ma in questo vuoto che riempiremo giorno dopo giorno è già chiaro il tentativo di delegittimazione dell'Anpi: ‘siete putiniani, anzi Pagliarulo è putiniano, sciogliamo l'Anpi'. Noi non rispondiamo", ha detto questa mattina intervenendo al congresso di Articolo Uno.

"Noi come, si dice siamo tetragoni, non rispondiamo e proseguiamo sulla strada che è quella della ricerca dell'unita delle forze democratiche. Una cosa sia chiara e cristallina: in nessun caso, a nessuna condizione, l'Anpi diventerà subalterna e perderà la sua autonomia da tutti: da partiti ed editori. E tanto meno perderà la sua fisionomia di associazione larga e aperta a tutti gli antifascisti". 

"L'Anpi è e resterà autonoma, tanto autonoma che sovente ci dicono ‘siete diventati partito di estrema sinistra', altri dicono ‘siete appiattiti sul Pd. Quando sento questo, capisco che siamo sulla strada giusta", ha ribadito.

"Ho letto sui giornali che Mattarella avrebbe rimproverato l'Anpi. Non ho trovato nella parole di Mattarella né il nome dell'Anpi né parole di rimprovero", ha aggiunto. Il riferimento è al messaggio del Capo dello Stato in vista delle celebrazioni del 25 aprile, in cui Mattarella ha chiarito che pace non significa "arrendersi di fronte alla prepotenza". Quindi ha detto che il 25 aprile ci ricorda anche "un popolo in armi per affermare il proprio diritto alla pace dopo la guerra voluta dal regime fascista".

Dopo le polemiche Pagliarulo aveva corretto il tiro, dopo i distinguo tra resistenza italiana e resistenza ucraina e il no all’invio di armi a Kiev. "Tutto è nato dall'invasione russa, moralmente e giuridicamente da condannare e condannata, senza se e senza ma, a cui hanno fatto e stanno facendo seguito uno scempio di umanità e di vita del popolo ucraino e una legittima resistenza armata". Oggi però secondo il presidente Anpi il punto è "come arrivare a una pace vera".

"Sul fatto che la resistenza ucraina e italiana siamo resistenze armate non c'è dubbio. In Italia ha avuto un carattere armato anche pacifico, con famiglie contadine, civili, con le piccole repubbliche partigiane. Ma è evidente che ogni resistenza in caso di guerra diventa resistenza militare. Ho ribadito quello che sosteniamo da mesi: condanna senza se e senza me dell'invasione da parte dell'esercito di Putin e riconoscimento della legittima resistenza ucraina", ha precisato oggi a a margine del congresso di Articolo Uno.

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