Il Partito Democratico rinnova l'impegno per sostenere la legge Zan contro l'omofobia. "Sono stato molto criticato per aver detto alcune cose, e devo dire anche che mi ha colpito che qualcuno del partito mi abbia detto: ‘ma come, siamo di fronte a Covid, pandemia, chiusure, mancanza di lavoro, e tu parli di Ius Soli e ddl Zan?'. Io ho capito qui che c'è un problema culturale in Italia perché si usano questi argomenti quando non si vogliono affrontare alcune situazioni. Il tema dei diritti per noi è fondamentale oggi e domani, è un tema identitario non solo per il Pd, ma di modernità del Paese. La nostra battaglia su questi temi la continueremo con grande forza e impegno", ha affermato il segretario del Pd Enrico Letta su ‘Radio Immagina' nel primo appuntamento di ascolto e confronto con iscritti, militanti ed elettori dem.

Ma il centrodestra continua a chiedere di lasciar perdere temi divisivi che possono mettere in pericolo la tenuta del governo: "Piano vaccinale a rilento e lotta alla pandemia, ristori insufficienti e milioni di posti di lavoro a rischio, nessuna certezza per le riaperture. Questi sono i problemi concreti degli italiani ma il segretario del Pd Letta insiste: avanti con forza su ius soli e ddl Zan. Fratelli d'Italia rinnova il suo appello a Draghi: il Parlamento si occupi delle vere urgenze dell'Italia e lasci stare provvedimenti ideologici che non sono nell'interesse dell'Italia, ma solo dei partiti della sinistra", ha ribadito la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

In Forza Italia convivono anime diverse. Da una parte il senatore Renato Schifani, consigliere politico di Silvio Berlusconi, chiede di accantonare la legge: "In un momento di grave e perdurante difficoltà per il Paese, spingere sui temi più divisivi all'interno della maggioranza ampia e variegata che sostiene il governo Draghi, significa scegliere la via di una marcata imprudenza".

Ci sono però anche voci contrarie a questa posizione di chiusura, come quella della presidente dei senatori azzurri, Anna Maria Bernini: "Ci sono diverse sensibilità anche all'interno del centrodestra. Per quanto mi riguarda, ed è una posizione personale, io implemento il Ddl Zan anche se la considero una legge mal scritta, ampiamente migliorabile ma credo che sia un modo per combattere la non inclusività e il pregiudizio che non è compatibile con questi tempi".

"In Senato una tecnicalità lo ha riportato allo stato primigenio. È stato portato all'attenzione della presidenza del Senato per una complicazione tecnica. Stiamo aspettando il risultato di questa valutazione poi vedremo". Bernini si riferisce a quanto stabilito la scorsa settimana dall'ufficio di presidenza, che ha deciso, all'unanimità, l'ennesimo rinvio della calendarizzazione del ddl, dopo che il presidente della commissione Giustizia al Senato Andrea Ostellari (Lega) ha chiesto di abbinare gli altri quattro ddl sul tema dell'omofobia presenti a Palazzo Madama. La richiesta ha allungato tempi: con la congiunzione di più testi, la proposta di legge già approvata dalla Camera dovrà essere riassegnata alla sede referente, e su questo dovrà pronunciarsi la presidente del Senato Elisabetta Casellati.