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Emergenza immigrazione
14 Novembre 2022
20:01

Migranti, il governo: “Non vogliamo polemiche con la Francia, ma la Ue deve intervenire in Africa”

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito oggi a Bruxelles la posizione del governo Meloni sui migranti: “Non volevamo una polemica con la Francia, ma questo è un problema europeo e servono soluzioni comunitarie. Bisogna fare accordi con i Paesi di origine per fermare le partenze”.
A cura di Ida Artiaco
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"Non volevamo una polemica con la Francia e ho ribadito che per noi il problema va affrontato a livello comunitario". È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i cronisti a Buxelles dove oggi si è tenuto il Consiglio degli Affari Esteri Ue. E dove si è ovviamente parlato del tema dei migranti.

"Certamente andrò in Africa – ha aggiunto ancora Tajani -. Ho già parlato con alcuni ministri degli Esteri dei Paesi del Nordafrica, compresa la ministra libica. Il primo impegno ora è nei Balcani perché c'é una situazione di emergenza ma anche in Africa andrò perché credo che sia giusto affrontare il problema a monte. Bisogna fare accordi con i Paesi di origine per fermare le partenze. Le barche dei trafficanti devono essere lasciate senza motori, in modo che i trafficanti non le possano più usare", ha precisato.

Tajani: "Navi Ong non rispettano codice di condotta"

Il numero uno della Farnesina ha quindi ribadito che "il problema della migrazione è un problema europeo, non di Italia e Francia. Ho ribadito che per noi il problema va affrontato a livello comunitario. I toni oggi non erano di frattura. Mi sembra ci fosse la volontà di tutti di cercare e trovare una soluzione europea".

Alla domanda su cosa succederà con la prossima nave in arrivo nei porti italiani, Tajani ha risposto che "non è che c'è una regola, le Ong devono rispettare determinate regole, c'è un codice di condotta".

Perché per le Ong "un conto è il soccorso in mare, altra cosa è avere un appuntamento in mezzo al mare, una cosa completamente diversa. Soccorrere in mare – ha continuato Tajani – significa aiutare dei naufraghi che stanno affogando, mentre un appuntamento in mare vuol dire che qualcuno porta delle persone per fargli fare metà del viaggio e l'altra metà lo fa fare agli altri. Questo non va bene, perché le Ong non informano la Capitaneria di Porto, non informano la Marina Militare, non informano la Guardia di Finanza; si muovono in materia autonoma, decidono dove devono andare senza consultarsi con nessuno".

Il ministro ha poi adombrato il sospetto che le imbarcazioni delle Ong vadano a cercare le persone da soccorrere in mare anche al fine di evitare che debbano essere le normali navi commerciali a farlo, con evidenti danni economici. "La verità vera è che dovrebbero essere le navi mercantili a fare il soccorso in mare; evidentemente ci sono delle Ong che fanno un lavoro diverso per lasciare libere le navi mercantili dall'obbligo di soccorrere le persone in mare", ha concluso Tajani.

Infine, "per quel che riguarda gli accordi sui ricollocamenti iniziamo a mantenere le regole che ci sono in attesa di regole migliori", ha aggiunto.

La Commissione Ue e il piano d'azione per le migrazioni

Intanto, sempre oggi la Commissione Ue ha fatto sapere di essere al lavoro su "un piano d'azione per le migrazioni" e in questo contesto "sarà convocata una riunione straordinaria dei ministri dell'Interno". Lo ha confermato la portavoce della Commissione, Anitta Hipper, rispondendo alle domande sulla questione migranti.

"Noi abbiamo messo sul tavolo una piattaforma di solidarietà volontaria. L'Italia ne è la prima beneficiaria, con la Francia e la Germania che hanno provveduto ai primi ricollocamenti. C'è la necessità che la solidarietà continui e questo sta accadendo". ha spiegato aggiungendo che nell'obbligo di salvare le vite in mare "non c'è differenza tra le navi delle Ong o le altre navi: è un obbligo chiaro e inequivocabile", e "a prescindere dalle circostanze".

Colloquio Mattarella-Macron per superare la tensione tra Roma e Parigi

A distendere gli animi tra Italia e Francia, dopo i fatti relativi all'attracco della nave Ocean Viking della Ong Sos Méditerranée (con 230 persone a bordo) nel porto di Tolone dopo il rifiuto italiano, ci avevano pensato questa mattina già Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron.

In un colloquio telefonico i due avevano ribadito, oltre all'importanza delle relazioni tra i due Paesi, anche "la necessità che vengano poste in atto condizioni di piena collaborazione in ogni settore", compresa quindi la gestione dei flussi migratori.

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