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Il caso Pozzolo

“È stato Pozzolo a sparare la notte di Capodanno”: i testimoni inchiodano il deputato di FdI

Due testimoni hanno detto alle forze dell’ordine di aver visto personalmente Pozzolo sparare la notte di Capodanno: si aggrava la posizione del deputato di Fratelli d’Italia, che invece continua a dire di non aver esploso lui il colpo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il parlamentare sarebbe arrivato alla festa – organizzata dal sottosegretario Delmastro e dalla sorella – “brillo” e “su di giri”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Il deputato di Fdi Emanuele Pozzolo
Il deputato di Fdi Emanuele Pozzolo
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A sparare, la notte di Capodanno, sarebbe stato proprio Emanuele Pozzolo. La posizione del deputato di Fratelli d'Italia – finito al centro delle cronache nell'ultima settimana, dopo la festa col botto a Rosazza, nel biellese, organizzata dal sottosegretario Delmastro e dalla sorella Francesca, sindaca del paesino – si aggrava di ora in ora. L'ultima novità è stata pubblicata oggi sul Corriere della Sera, che ha potuto leggere i verbali stilati dai carabinieri arrivati sul luogo dello sparo: ci sono almeno due testimoni oculari che hanno detto di aver visto il deputato in persona esplodere il colpo di pistola.

Nella ricostruzione delle forze dell'ordine, viene descritta accuratamente la vicenda dall'inizio alla fine. E la difesa del deputato, se così fosse, sarebbe molto più difficile da mettere in piedi. Andrea Delmastro e sua sorella Francesca decidono di organizzare la festa di Capodanno nella sede della Pro loco di Rosazza. Sono presenti poche persone con diversi bambini: parliamo di un gruppo di circa 35, tra cui la scorta del sottosegretario e i loro familiari. Passata la mezzanotte c'è chi comincia ad andare via, tra questi la sindaca. Si presenta Pozzolo per un brindisi, ma secondo i testimoni "era un po’ su di giri, piuttosto brillo". Un altro dettaglio da considerare, non tanto per il fatto in sé, quanto perché il deputato avrebbe girato brillo e armato.

Delmastro esce a caricare la macchina, a duecento metri dal casolare. Parte il colpo di pistola che ferisce Luca Campana. Appena arrivano i carabinieri, Pozzolo ammette subito che l'arma è la sua ma nega di aver sparato e sfrutta il fatto di essere un parlamentare per non consegnare i vestiti. Secondo quanto ricostruito, a questo punto, il deputato li consegnerà solo alle 7 di mattina per lo stub.

Nei verbali letti dal quotidiano milanese, però, ci sono diversi testimoni che negano quanto detto da Pozzolo: tre persone hanno visto il deputato estrarre l'arma, poi uno di loro si è allontanato. Gli altri due, però, confermano: "Quando è partito il colpo l’arma era in mano a Pozzolo, è stato lui a sparare". Nessuno dice che l'abbia fatto volontariamente, tutti parlano di un incidente. Ma è innegabile che questo aggravi la posizione di Pozzolo, sia a livello disciplinare – verrà probabilmente espulso da Fratelli d'Italia, con cui i rapporti sono già ai minimi termini – che dal punto di vista processuale.

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