La legge Zan si trova di fronte ad un nuovo rinvio. Nulla di fatto all'Ufficio di Presidenza della Commissione Giustizia, il ddl contro l'omotransfobia e la misoginia non verrà ancora incardinato. Il presidente della Commissione, il leghista Andrea Ostellari, ha spiegato: "Prendo atto della spaccatura fra i rappresentati dei gruppi di maggioranza in Commissione e segnalo come questa renda impossibile procedere serenamente con i lavori". Per questo "chiedo un confronto politico sul metodo ai presidenti dei gruppi del Senato – ha scritto in una nota – Disegni divisivi come il ddl Zan non possono rallentare l'agenda della maggioranza". E ha aggiunto: "Se c'è l'urgenza di intervenire a tutela delle vittime di violenza, al di là degli orientamenti sessuali di ciascuno, inasprendo le pene per i reati contro la persona, la Lega c'è", ma "le battaglie di bandiera sono inaccettabili in questa fase delicata di rilancio del nostro Paese".

Ostellari ha deciso, perciò, di rimandare la decisione alla Conferenza dei capigruppo, definita "la sede migliore" per decidere visto che non c'è stato accordo all'unanimità sulla calendarizzazione. Secondo il senatore leghista è una procedura che veniva attuata anche con i governi Conte uno e Conte due quando non si trovava un accordo: "Chiedo che sia convocata la capigruppo, in particolare i presidenti che sostengono il governo – ha spiegato – perché una condivisione ci deve essere". Poi ha aggiunto: "Avviserò i capigruppo e la presidenza del Senato". Ma non è chiaro quali saranno le tempistiche di questo ulteriore rinvio.

Durissima la reazione del senatore del Partito Democratico, Franco Mirabelli, che ha raccontato cosa è successo in Commissione: "Di fronte alla richiesta di incardinare il disegno di legge Zan oggi c'è la posizione legittima della Lega che non vuole aprire la discussione, quella nuova di Forza Italia che invita ad aprire la discussione e una lesiva delle regole fondamentali del funzionamento del Parlamento, da parte del presidente che esercita una sorta di potere di veto". E ha aggiunto: "Il presidente avrebbe dovuto prendere atto di quello che avviene nella commissione, cioè avrebbe dovuto far decidere e se non c'è unanimità, si vota". Poi ha spiegato: "Noi ci aspettiamo questo e se non succederà presto, ci rivolgeremo alla presidente Casellati non alla conferenza dei capigruppo". Ancora più forte la reazione del primo firmatario del disegno di legge, il deputato del Pd Alessandro Zan, che ha twittato: "Ostellari dimostra di non essere super partes, avallando le richieste della Lega e non quelle della maggioranza della Commissione". Poi l'accusa: "Il Senato è in ostaggio di una minoranza che di fatto impedisce l’esame di una legge sostenuta da una maggioranza parlamentare, vergogna!".

Anche il Movimento 5 Stelle prende posizione contro la decisione di Ostellari: "Il presidente ha travalicato all'interno del Regolamento, perché ha tolto alla Commissione il potere di decidere cosa debba discutere, l'ha esautorata", commenta la senatrice Alessandra Maiorino al termine dell'Ufficio di presidenza. "La Lega sta ponendo in modo strumentale la questione della coesione del governo e della maggioranza, schiacciando la politica e le differenze – attacca la pentastellata – Basti pensare che ha presentato 245mila emendamenti sulla proposta di legge per introdurre il diritto alla tutela ambientale in Costituzione".

La lettera degli eurodeputati al presidente della Commissione Giustizia

Una lettera per il presidente della Commissione Giustizia, Andrea Ostellari, firmata da un gruppo di eurodeputati appartenenti a diversi schieramenti politici. Il tema è proprio il ddl Zan: "Bisogna avviare la discussione del disegno di legge e metterlo ai voti affinché l'iter legislativo possa proseguire nella piena legittimità dei poteri conferiti ai membri del Senato". La mancanza di una procedura rapida "ha ritardato indebitamente l'adozione di una legge che potrebbe contribuire in maniera sostanziale alla protezione di alcuni gruppi vulnerabili in Italia, in particolare delle persone Lgbti, in linea con i valori europei e il programma di lavoro della Commissione europea", spiegano il vicepresidente del Parlamento europeo, il pentastellato Fabio Massimo Castaldo, e il capodelegazione del Pd Brando Benifei.