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Ddl Zan, ultime notizie sul disegno di legge

Ddl Zan, Renzi all’attacco: “Sinistra populista, Pd ha voluto rischiare sulla pelle delle persone”

Il leader di Italia Viva si difende da chi lo accusa di essere il responsabile dell’affossamento del ddl Zan al Senato: “Il Pd ha deliberatamente scelto di rischiare – attacca Renzi in una lettera a Repubblica – la legge è fallita per colpa di chi ha fatto male i conti e ha giocato una battaglia di consenso sulla pelle di ragazze e ragazzi che non si meritavano questa ferita”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Matteo Renzi non ci sta. Il leader di Italia Viva da giorni rigetta le accuse che arrivano da tutto il centrosinistra di essere il principale artefice dell'affossamento del disegno di legge Zan. Il senatore fiorentino, che in Senato il giorno del voto non c'era, spiega le sue ragioni in una lettera inviata al direttore di Repubblica e pubblicata sul quotidiano romano: "Il triste epilogo del disegno di legge Zan divide per l’ennesima volta il campo dei progressisti in due – scrive Renzi – Da un lato i riformisti, che vogliono le leggi anche accettando i compromessi. Dall’altro i populisti, che piantano bandierine e inseguono gli influencer, senza preoccuparsi del risultato finale. I primi fanno politica, gli altri fanno propaganda".

Il leader di Italia Viva attacca duramente il Partito Democratico, colpevole di essersi allineato al Movimento 5 Stelle e di essere diventato populista: "Il Ddl Zan era a un passo dal traguardo, avevamo chiesto evitare lo scontro ideologico trovando un accordo sugli articoli legati alla libertà d’opinione e all’identità generale – continua Renzi – Se si andrà allo scontro, al muro contro muro, e si perderà a scrutinio segreto, avrete distrutto le vite di quei ragazzi, dicevamo a luglio. Esattamente ciò che è accaduto". Il Pd "ha deliberatamente scelto di rischiare sulla pelle delle persone omosessuali, transessuali, con disabilità". E poi è scattata "la campagna di aggressione contro chi proponeva il compromesso, a cominciare da Italia Viva".

Renzi rivendica la legge sulle unioni civili – "unica a favore della comunità omosessuale mai approvata in Italia" – e accusa la sinistra di pensare solo a riempire piazze e fare cortei, cullandosi "nella convinzione etica di rappresentare i buoni contro i cattivi". Il segretario di Italia Viva polemizza sulla decisione della presidente Casellati di concedere il voto segreto e condanna gli applausi e i cori da stadio dopo il voto, ma "resta il fatto che la legge è fallita per colpa di chi ha fatto male i conti e ha giocato una battaglia di consenso sulla pelle di ragazze e ragazzi che non si meritavano questa ferita". Per questo la scelta "è stata sbagliata, figlia dell’incapacità politica del Pd e dei Cinque Stelle". E conclude: "Speriamo che prima o poi anche il Pd abbandoni i modi di fare dei populisti grillini e torni a fare Politica. Quella che scrive le leggi, non quella che cerca i mi piace".

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