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News sul caso Daniela Santanchè

Caso Santanchè, Procura smentisce la ministra nell’indagine su Visibilia ma Meloni conferma la fiducia

La Procura di Milano dice che la posizione della ex dipendente di Visibilia messa in cassa Covid a sua insaputa non sarebbe mai stata regolarizzata. Il motivo sarebbe una serie di irregolarità tecniche riscontrate dall’Inps. La ministra Santanchè, in Senato, aveva detto che il gruppo aveva già sanato la posizione.
A cura di Luca Pons
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Non è mai stata regolarizzata la posizione della ex dipendente di Visibilia Spa messa in cassa integrazione Covid a sua insaputa (a quanto ha detto), che avrebbe continuato per mesi a lavorare in azienda. Questo almeno è ciò che afferma la Procura di Milano, dopo aver effettuato una verifica con l'Inps. Il caso di cui si parla è quello della ministra Santanchè, in particolare del gruppo Visibilia che avrebbe mantenuto una dipendente in cassa integrazione continuando a farla lavorare regolarmente. Il caso ha portato ad aprire delle indagini per truffa aggravata ai danni dello Stato.

Secondo quanto scritto dalle procuratrici Laura Pedio e Maria Giuseppina Gravina, e riportato dalla Stampa, ci sarebbero una serie di irregolarità nella pratica. A quanto risulta Visibilia Srl avrebbe versato circa 14mila euro all'Inps, a marzo di quest'anno, per sanare la posizione di Federica Bottiglione, la dipendente che ha denunciato di essere stata in cassa Covid per mesi senza saperlo. Una storia che sarebbe stata rinforzata anche dalla registrazione di una telefonata con Dimitri Kunz, compagno di Santanchè.

Ma quei soldi versati a marzo non basterebbero. Innanzitutto perché la società è quella sbagliata: la cifra sarebbe arrivata da Visibilia Srl, mentre Bottiglione aveva lavorato in cassa integrazione per Visibilia Spa. Lo ha scritto la Procura: "Il pagamento è stato effettuato da parte di un datore di lavoro diverso rispetto a quello che ha richiesto e usufruito delle integrazioni salariali".

In più, non ci sarebbe stata la documentazione necessaria per chiarire i mesi in cui è stata erogata la cassa integrazione, e l'esatto importo delle retribuzioni ricevute dalla dipendente. Insomma, non sarebbe stata nemmeno consultata l'Inps per capire quanti soldi servissero effettivamente a regolarizzare la pratica.

In questo quadro, dopo gli sviluppi della scorsa settimana che hanno visto la Procura chiedere il fallimento  anche per le società Ki Group e Bioera, la situazione per la ministra Santanchè potrebbe complicarsi. La stessa Santanchè, nella sua informativa in Senato, aveva detto: "Di fronte alla contestazione tardiva della dipendente, pur essendo io certa che quella dipendente non ha mai messo piede in Visibilia dall'inizio della cassa integrazione, il gruppo ha preferito sanare la posizione, considerando la lavoratrice in servizio per tutto il periodo". Ora, però, risulta che quella posizione potrebbe non essere stata affatto risanata.

Intanto, il posto della ministra all'interno del governo Meloni sembra restare saldo. Secondo quanto riportato da fonti di stampa, nel Consiglio dei ministri che si è svolto ieri la presidente del Consiglio avrebbe parlato direttamente con Santanchè, rassicurandola che per il momento la priorità è andare avanti con il lavoro dell'esecutivo. Le cose però potrebbero cambiare se per la ministra arrivasse un rinvio a giudizio. Al momento, comunque, mancano ancora mesi prima che arrivi la chiusura delle indagini e un'eventuale richiesta di andare a processo.

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