Emergenza immigrazione
10 Maggio 2021
20:32

2mila arrivi in 24 ore, Arci a Lamorgese: “Subito Tavolo di coordinamento, no nuova cabina di regia”

Dopo l’imponente numero di migranti sbarcati a Lampedusa nelle ultime ore la ministra dell’Interno Lamorgese pensa a una nuova cabina di regia. Arci: “Non è necessaria l’istituzione di luoghi aggiuntivi a quelli già previsti dalla legge – si legge in una lettera inviata alla ministra -Le chiediamo quindi di convocare con urgenza il Tavolo di Coordinamento nazionale previsto dal D.Lgs. 142/2015”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Emergenza immigrazione

Arci ha inviato una lettera alla ministra dell'Interno Lamorgese per chiedere con urgenza di convocare il Tavolo di Coordinamento nazionale previsto dal D.Lgs. 142/2015, dopo l'ondata di sbarchi che si è verificata in questi giorni sulle coste italiane, in particolare a Lampedusa. La titolare del Viminale ha sentito il premier Draghi per discutere dell'eventuale costituzione di una cabina di regia per affrontare il problema dell'impennata di arrivi, insieme a tutti i ministri coinvolti, e cioè, oltre al Viminale, anche la Difesa e gli Esteri, per potere pianificare misure condivise per la gestione dei flussi.

"Siamo preoccupati dall'arrivo dell'estate e dal dibattito pubblico che sta già assumendo i toni allarmanti ai quali siamo abituati e che, come già successo in passato, rischiano di innescare reazioni e dinamiche negative sia sul piano nazionale che a livello locale – si legge nel testo – La gestione emergenziale di questi anni e l'assenza di programmazione (peraltro prevista nel D.Lsg. 142/2015), che le associazioni hanno sempre segnalato, ha prodotto soluzioni inefficaci e spesso inserite nel territorio in assenza di interventi di mediazione sociale e di competenze adeguate", recita la missiva, firmata Filippo Miraglia, responsabile Immigrazione dell'Arci, l'associazione che coordina il Tavolo Asilo e Immigrazione nazionale e che, insieme a Caritas Italiana, partecipa alle riunioni del Tavolo fin dalla sua costituzione.

"Pensiamo che non sia necessaria l'istituzione di luoghi aggiuntivi a quelli già previsti dalla legge e che rischiano solo di prestarsi a strumentalizzazioni politiche, alimentando allarmi del tutto ingiustificati e la rincorsa a soluzioni emergenziali di cui conosciamo già le conseguenze. Le chiediamo quindi di convocare con urgenza – sottolinea Miraglia – il Tavolo di Coordinamento nazionale previsto dal D.Lgs. 142/2015 e di riprendere la programmazione interrotta a causa della pandemia, sia per quanto riguarda il piano nazionale per l'accoglienza che riguardo all'integrazione. Certi di una sua cortese risposta, restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento e in attesa di essere convocati per partecipare alla discussione sulla programmazione necessaria anche per gestire le situazioni di emergenza, a partire dalla nostra esperienza, dalla presenza delle reti associative su tutto il territorio nazionale e dalle competenze che abbiamo maturato negli ultimi 20 anni di arrivi alle nostre frontiere".

Cosa prevede il dl 142/2015 sull'accoglienza

Uno strumento utile per la gestione dei migranti che arrivano nel nostro Paese esiste già. Il decreto legislativo 142 del 2015 ha fissato il principio della leale collaborazione tra i livelli di governo interessati, secondo apposite forme di coordinamento nazionale e regionale basate appunto sullo strumento del Tavolo di coordinamento nazionale, insediato presso il ministero dell'Interno, con compiti di indirizzo, pianificazione e programmazione in materia di accoglienza, tra cui quelli di individuare i criteri di ripartizione regionale dei posti da destinare alle finalità di accoglienza.

Il Tavolo dovrebbe predisporre annualmente un Piano nazionale per l'accoglienza che, sulla base delle previsioni di arrivo per il periodo considerato, individua il fabbisogno dei posti da destinare all'accoglienza. Quindi le linee di indirizzo e la programmazione vengono poi attuati a livello territoriale attraverso Tavoli di coordinamento regionale.

Lamorgese chiede a Ue più solidarietà per gestione arrivi

Durante un colloquio telefonico la ministra Luciana Lamorgese ha discusso con il commissario europeo per gli Affari Interni Ylva Johansson dell'alto numero di sbarchi di migranti degli ultimi giorni. La titolare del Viminale ha spiegato che l'obiettivo immediato dell'Italia, in attesa della definizione del Patto su immigrazione ed asilo, è attivare entro l'estate un meccanismo temporaneo di solidarietà tra gli Stati europei disponibili per il ricollocamento delle persone soccorse in mare.

Alla luce dei dati sugli arrivi la ministra ha invocato un cambio di rotta immediato in direzione di una maggiore solidarietà nei confronti dell'Italia. Serve subito che un gruppo di Paesi – come avvenuto nel settembre del 2019 con l'accordo di Malta cui hanno partecipato anche Francia e Germania – si faccia carico di accogliere automaticamente, sulla base di un meccanismo di quote condivise, i migranti soccorsi in mare. Per evitare che tutto il peso dei flussi estivi destinati ad aumentare ricada esclusivamente sul nostro Paese.
Lamorgese e Johansson hanno poi discusso della missione congiunta a Tunisi programmata per il 20 maggio. Con le autorità tunisine si punterà a cercare un accordo per frenare le partenze ed aumentare i rimpatri, a fronte di un sostegno economico – cui parteciperà anche l'Europa – per sostenere il Paese in forte crisi.

L'appello di Salvini a Draghi

Il leader della Lega Matteo Salvini, al termine dell'incontro con la delegazione di governo, ha commentato l'ondata di sbarchi che si è registrata a Lampedusa: "2148 sbarchi in 24 ore sono un peso che non possiamo sostenere". Il segretario del Carroccio ha chiesto al presidente del Consiglio Draghi "di fare quello che fanno gli altri Paesi come la Grecia, la Spagna, la Francia o Malta – vale a dire controllare le frontiere e bloccare gli sbarchi".

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