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Violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
17 Dicembre 2021
21:06

Violenze in carcere a Santa Maria Capua Vetere, tornano liberi 20 poliziotti

Tornano liberi 20 poliziotti indagati per le violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: il gup ha rigettato la richiesta di proroga dei domiciliari.
A cura di Nico Falco
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Violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)

Tornano in libertà 20 degli agenti coinvolti nell'indagine sulle violenze avvenute nell'aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta: è stata rigettata l'istanza del pm con cui era stata chiesta una proroga degli arresti domiciliari. La decisione del gup Pasquale D'Angelo oggi, durante il processo; tra i poliziotti ci sono gli ufficiali Gaetano Manganelli, Pasquale Colucci, Anna Rita Costanzo e il sovrintendente Salvatore Mezzarano.

Gli agenti torneranno liberi dal 28 dicembre, giorno in cui scadranno i 6 mesi che costituiscono il termine massimo della custodia cautelare prevista per la fase dell'indagine preliminare. Il gup ha rigettato la proroga anche per 7 agenti della Penitenziaria che erano stati destinatari della misura dell'interdizione dal lavoro di 6 mesi; anche per loro il provvedimento scadrà il 28 dicembre prossimo. Nessuno dei poliziotti coinvolti nell'inchiesta, però, potrà tornare al lavoro: il Ministero aveva infatti decretato per tutti anche la sospensione amministrativa.

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L'udienza preliminare è stata celebrata mercoledì scorso. Il gup avrebbe dovuto decidere sulle misure cautelari in quella circostanza, ma si era riservato di pronunciarsi nei giorni successivi, entro il 28 dicembre. La prossima udienza è stata fissata per l'11 gennaio; in quella data i difensori degli imputati dovranno interloquire sulle costituzioni, soprattutto su quelle delle associazioni. Nei giorni scorsi il garante dei detenuti campano, Samuele Ciambriello, ha fatto sapere che si sarebbe costituito parte civile. I reati contestati sono, a vario titolo, tortura, lesioni, abuso di autorità, falso in atto pubblico e cooperazione nell'omicidio del detenuto Lakimi Hamine (addebitato a 12 indagati).

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