Trapianto fallito al Monaldi: il contenitore usato per trasportare il cuore per Domenico Caliendo

Per trasportare da Bolzano a Napoli il cuore destinato al piccolo Domenico Caliendo non è stato utilizzato uno dei contenitori di nuova concezione, di marca Paragonix (costo circa 6mila euro, monouso), che pure l'ospedale ha in dotazione in tre esemplari, ma uno dei "frigoriferi passivi" che sono stati usati per decenni e che non offrono nessun controllo della temperatura: si tratta, come si vede nella foto pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica, di un modello "Fiesta" marcato "Gio' Style", reperibile online a circa 30 euro. La scritta "S. Op. C. Ch. Ped” che si legge sul contenitore indica il reparto: sala operatoria di cardiochirurgia pediatrica.
Il contenitore termico senza controllo della temperatura
Il modello è stato sequestrato dai carabinieri del Nas, che, coordinati dalla Procura di Napoli, indagano sulle varie fasi del trapianto al bimbo originario di Nola, sottoposto all'intervento il 23 dicembre, rimasto collegato all'Ecmo per 59 giorni perché il cuore che gli avevano impiantato non aveva funzionato e deceduto il 21 febbraio nel Monaldi, dove era ricoverato. Per la vicenda sono indagati 7 medici dell'ospedale Monaldi di Napoli.
Il dispositivo sequestrato è stato e viene ampiamente utilizzato anche per il trasporto organi, quindi presenta le caratteristiche adatte anche per operazioni di questo tipo. Ma nel caso specifico l'utilizzo del contenitore di nuova concezione, grazie ai sensori di temperatura visionabili dall'esterno, avrebbe probabilmente evidenziato le problematiche che, poi, sono venute fuori soltanto quando era troppo tardi: all'interno la temperatura era molto più bassa dei 4 gradi necessari per la conservazione del cuore, tanto che l'organo, quando è stato tirato fuori, era praticamente inglobato in un blocco di ghiaccio.
Il ghiaccio secco che ha "bruciato" il cuore
Il problema sarebbe stato causato dal ghiaccio utilizzato durante il trasporto: invece di quello normale, che avrebbe garantito la conservazione, sarebbe stato messo nel frigorifero del ghiaccio secco, ovvero anidride carbonica allo stato solido, che raggiunge temperature di -79 gradi. E che viene utilizzato sì in ambito sanitario, per il trasporto per esempio di liquidi, ma non può essere usato per organi: la temperatura così bassa "brucia" i tessuti, causando danni irreparabili.
I contenitori Paragonix del Monaldi
Nell'audit interno dell'ospedale napoletano si sottolinea che “la sala operatoria deputata alle attività trapiantologiche ha in dotazione almeno due dispositivi Paragonix, uno di utilizzo e un altro di riserva. A maggior tutela in farmacia c’è sempre almeno un ulteriore Paragonix a disposizione in caso di necessità”. Il dispositivo non sarebbe stato però utilizzato perché i cardiochirurghi pediatrici non avrebbero fatto la formazione e l'equipe, si legge ancora nell'audit interno, "avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza di tale disponibilità".
Il dispositivo di marca Paragonix, modello SherpaPak, è in dotazione al Monaldi dal 2023; è progettato per tenere il cuore ad una temperatura costante, tra i 4 e gli 8 gradi centigradi, senza l'utilizzo diretto del ghiaccio, in modo da ridurre i rischi di danni da freddo. Ogni contenitore costa circa 6mila euro ed è monouso, ovvero può essere utilizzato soltanto una volta e per un singolo trasporto di cuore, per evitare contaminazioni; il costo è decisamente superiore ad altri contenitori è dovuto, oltre alla tecnologica utilizzata, al fatto che il trasporto in queste condizioni ridurrebbe le complicanze post trapianto e, di conseguenza, anche i costi per eventuali trattamenti.