Timbra il cartellino e se ne va: la Cassazione conferma licenziamento di un dipendente Eav

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di un dipendente dell'Ente Autonomo Volturno per uso fraudolento del badge: secondo quanto ricostruito in sede processuale, infatti, il lavoratore avrebbe timbrato regolarmente il cartellino di presenza per poi allontanarsi e dedicarsi ad attività personali. Il tutto è emerso dopo che l'Eav si era rivolto ad un'agenzia investigativa.
"La condotta di chi procede alla timbratura del cartellino senza essere presente o trattenersi sul luogo di lavoro e/o si allontana per svolgere attività personali, oltre a violare i doversi contrattuali, con rilevanza anche sotto il profilo disciplinare, costituisce un comportamento fraudolento, idoneo a integrare un'ipotesi di truffa aggravata", spiega la Suprema Corte. Inoltre, i controlli con agenzia investigativa esterna non sono stati considerati vietati in quanto "finalizzati a verificare comportamenti del dipendente che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti o attività fraudolente". E dunque per il lavoratore, che l'Eav ha fatto sapere in un comunicato stampa fosse difeso dall'avvocato Severino Nappi, è stato confermato il licenziamento. L'azienda è stata difesa invece dall'avvocato Marcello D'Aponte.
"Ritengo particolarmente triste che i vertici di un'azienda regionale pubblica come l’Eav, peraltro ampiamente scaduti, esprimano addirittura soddisfazione con un comunicato stampa per un licenziamento, arrivando a ricordare il nome dell'avvocato che ha assistito il lavoratore", commenta Severino Nappi, vice coordinatore Lega Campania e componente del Consiglio Federale della Lega, "difficile negare che sia soltanto un maldestro tentativo di screditare un professionista colpevole, da consigliere regionale, di aver sempre criticato nel merito e denunciato le inefficienze di un management che ha portato il trasporto pubblico campano sull'orlo del baratro. Soprattutto", ha proseguito Nappi, "i vertici (ancora per poco) di Eav hanno dimenticato di ricordare che, nell’ambito della stessa vertenza, anche col patrocinio del medesimo professionista, gli altri dipendenti dell’Eav, ben 4, sono stati tutti reintegrati. Come pure da Eav hanno dimenticato di riferire che questo tentativo di epurazione dei loro dipendenti è costato ai campani le molte migliaia di euro elargite alla società d’investigazione – ovviamente scelta intuitu personae da Eav – per il pedinamento dei lavoratori. E questo oltre ancora alle centinaia di migliaia di euro corrisposti a titolo di risarcimento ai lavoratori e alle spese legali versate ai legali di entrambe le parti", ha concluso Nappi.