Tentato incendio di un portone: nella casa abita il papà di uno dei ragazzi fermati per il ferimento di Bruno Petrone

Un tentativo di incendio del portone di un'abitazione, in via Carlo de Marco, a Napoli, si è verificato nella notte appena trascorsa. Fortunatamente, l'incendio non si è avviato e, per questo, non si registrano feriti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Pattuglia mobile di zona Stella, che hanno eseguito tutti i rilievi del caso e avviato le indagini per individuare le cause del tentativo di incendio; non si esclude la natura dolosa dell'evento. Come rilevato dai militari dell'Arma, inoltre, nell'abitazione vive un uomo di 45 anni, padre di uno dei quattro ragazzini fermati per il ferimento di Bruno Petrone, il calciatore 18enne accoltellato ai baretti di Chiaia, nel cuore di Napoli, la notte di Santo Stefano.
Bruno Petrone, accoltellato a Chiaia: fermati 4 minorenni
Nella notte tra il 26 e il 27 dicembre scorso, in via Bisignano, nella zona dei cosiddetti baretti di Chiaia, Bruno Petrone, calciatore 18enne originario del Lazio, a Napoli per un ingaggio, è stato accoltellato due volte da un gruppo di ragazzi, poi dileguatisi dopo l'aggressione; il 18enne, soccorso dai sanitari, è stato trasportato d'urgenza in ospedale in gravi condizioni.
Nella giornata del 27 dicembre, poi, 4 ragazzi, tutti minorenni, si sono presentati alla polizia, ammettendo di essere coinvolti nel ferimento di Petrone; in particolare, un 15enne ha confessato di aver sferrato le due coltellate al calciatore. Proprio la famiglia di uno dei ragazzi coinvolti abita nella casa in cui si è verificato il tentativo di incendio questa notte. Il fermo per i quattro minorenni è stato convalidato, mentre Bruno Petrone, dopo giorni di apprensione per le sue condizioni, nelle scorse ore ha lasciato l'ospedale e ha potuto fare ritorno a casa.