Slittano i funerali del piccolo Domenico, l’avvocato: “Non troviamo un cardiochirurgo che voglia fare il perito”

"Purtroppo i funerali non avverranno in tempi rapidi. Ho parlato con il gip e mi ha detto che questa settimana è escluso che si faccia l'esame autoptico. Domani ci sarà il conferimento dell'incarico per l'accertamento tecnico irripetibile sui telefonini. Dopo, solleciterò l'incidente probatorio, perché il bimbo non può stare troppi giorni in una cella frigorifera. Purtroppo, stiamo trovando molte difficoltà a trovare un cardiochirurgo di parte. Non lo abbiamo ancora. Per ora abbiamo il medico legale ed un anatomopatologo".
A parlare è Francesco Petruzzi, l'avvocato che difende la famiglia del piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e 4 mesi trapiantato con un cuore "bruciato", morto sabato scorso, 21 febbraio, all'ospedale Monaldi di Napoli, dopo 60 giorni di ricovero in terapia intensiva. Petruzzi è intervenuto nel corso di una diretta web del parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi Sinistra) dal Monaldi. Inizialmente, l'avvocato aveva anticipato che le esequie del bimbo si sarebbero potute tenere alla fine di questa settimana.
L'altarino per Domenico nel cortile del Monaldi
Assieme a Borrelli e Petruzzi, anche la mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, che ha visto per la prima volta l'altarino realizzato con i doni dei Napoletani, soprattutto bambini, allestito all'esterno del nosocomio partenopeo. La mamma è rimasta impressionata dalla generosità e solidarietà dimostrata dalle persone ed ha voluto portare via con sé alcuni oggetti, come un ritratto con dedica del figlioletto. Un altarino con giocattoli, letterine, candele e ceri è stato realizzato anche a Nola, in provincia di Napoli, sotto la casa dove vive. Il desiderio della famiglia, ha spiegato l'avvocato Petruzzi, è di fare i funerali quanto prima. Ma, a giudizio del legale, sarebbe necessario trovare anche un cardiochirurgo come consulente di parte, che "andrebbe a completare a 360 gradi il collegio peritale".
Il piccolo Domenico era stato operato il 23 dicembre scorso dall'equipe del Monaldi. Il cuoricino era stato donato da un bimbo, deceduto in Trentino Alto Adige. Purtroppo, il cuore è arrivato a Napoli danneggiato, bruciato, sembra per essere stato conservato con ghiaccio secco, anziché quello normale, con temperature nettamente inferiori. La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta che vede al momento 7 operatori sanitari del Monaldi indagati. Mentre si stanno conducendo indagini anche a Bolzano. Tra i nodi da chiarire, l'uso di un contenitore di plastica per trasportare il cuore da Bolzano a Napoli e la tempistica dell'espianto al Monaldi.