“Serve cuore nuovo, domani potrebbe essere tardi”: corsa contro il tempo per il bimbo trapiantato con organo “bruciato”

È questione di giorni, forse di ore, per il bimbo di 2 anni e mezzo a cui, all'ospedale Mondali di Napoli, è stato probabilmente trapiantato un cuore "bruciato", inutilizzabile. Al piccolo serve infatti urgentemente un cuore nuovo, un altro trapianto, come ha dichiarato anche la famiglia, che ha lanciato un appello affinché un nuovo organo possa arrivare il più presto possibile per il bambino, che resta nella lista europea per i trapianti. La mamma del bimbo ha dichiarato al Corriere della Sera: "Oggi potrebbe essere sottoposto a un secondo trapianto, domani non sappiamo se sarà ancora possibile".
Il legale della famiglia, l'avvocato Francesco Petruzzi, ha ribadito l'urgenza di un nuovo cuore, dal momento che il bimbo è tenuto in vita grazie all'Ecmo, tecnica salvavita che supporta temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni ma, come ha spiegato il legale, la macchina "può diventare lesiva dopo 30 giorni, in alcuni casi anche dopo 15 giorni. È quindi una questione di giorni, di ore".
Intanto, sulla vicenda sono in corso gli accertamenti dei carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità) di Napoli, delegati dalla Procura partenopea, titolare di una delle tre indagini che sono state aperte sulla questione. I militari dell'Arma puntano a ricostruire cosa sia effettivamente accaduto, anche grazie alla ricostruzione clinica. L'ipotesi al vaglio degli inquirenti, al momento, è che il cuore si sia "bruciato" durante il trasporto da Bolzano all'ospedale Monaldi di Napoli a causa dell'errato trasporto in ghiaccio secco; il cuore, nel nosocomio partenopeo, sarebbe stato poi trapiantato e soltanto dopo i medici si sarebbero accorti della sua inutilizzabilità.