Salerno, truffa sulla formazione professionale: 6.6 milioni di finanziamenti per corsi fantasma

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A cura di Nico Falco
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Una azienda della gestione rifiuti di Salerno avrebbe simulato corsi di formazione per chiedere 6.6 milioni di euro di finanziamenti e altri 500mila euro in crediti di imposta.

Una azienda attiva nel settore della gestione rifiuti di Salerno avrebbe avuto accesso a finanziamenti per 6.6 milioni di euro, e avrebbe chiesto altri 500mila euro come credito di imposta, sulla base di documenti falsi: per le pratiche avrebbe presentato le certificazioni di corsi di aggiornamento ai dipendenti in realtà mai svolti. È l'ipotesi di reato di una indagine della Procura europea di Napoli, sfociata oggi in perquisizioni e sequestri eseguiti dalla Guardia di Finanza del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Salerno.

Gli accertamenti sono partiti da una verifica fiscale effettuata l'anno scorso presso l'azienda di gestione rifiuti; nei registri le Fiamme Gialle hanno trovato le fatture per la formazione professionale ai dipendenti, emesse da una cooperativa. Secondo gli investigatori, però, quei corsi non sarebbero stati effettuati e la documentazione sarebbe stata costruita ad hoc per permettere di chiedere finanziamenti pubblici destinati alla formazione e allo sviluppo delle competenze professionali. In questo modo la società avrebbe ottenuto 6.6 milioni di euro nell'ambito del Fondo per le Nuove Competenze, un programma di formazione professionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+); avrebbe inoltre chiesto altri 500mila euro di crediti di imposta legati alla formazione dei dipendenti.

I proventi della presunta frode, secondo le Fiamme Gialle, sarebbero stati utilizzati per finanziare le attività della società, compresi i pagamenti a dipendenti e fornitori. L'indagine della Procura europea riguarda una sospetta frode a danno degli interessi finanziari dell'Unione Europea; parallelamente, una seconda indagine, condotta dalla Procura di Nocera Inferiore, è incentrata su presunti reati di fallimento nei quali sarebbero coinvolti gli stessi indagati. Le perquisizioni e i sequestri di oggi sono stati coordinati tra le due procure.

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