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Regione Campania, giunta Fico mai riunita e in ritardo sul bilancio. E i partiti litigano ancora sulle commissioni in Consiglio

Due mesi dall’elezione, giunta Campania ancora ferma: bilancio bloccato e scontro sulle presidenze delle commissioni rallentano l’azione di Fico.
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Massimiliano Manfredi e Roberto Fico, rispettivamente presidente del Consiglio e della giunta regionale
Massimiliano Manfredi e Roberto Fico, rispettivamente presidente del Consiglio e della giunta regionale

Chi conosce i meccanismi della Regione Campania assicura che non c'è poi da preoccuparsi tanto. Fatto sta che fra pochi giorni saranno due mesi dall'elezione di Roberto Fico alla Regione Campania e per ora non si è ancora riunita una sola volta la giunta (anche per fugare ogni problema procedurale sul cosiddetto "caso Enzo Cuomo", sindaco dimissionario di Portici). Lo ha fatto il Consiglio, la prossima seduta è prevista il 21 proprio per presentare gli assessori, ma il meccanismo consiliare è arenato su un passaggio fondamentale: il bilancio di previsione.

Le priorità: sanità, assistenza a minori autistici, dimensionamento scolastico

Per ora Fico ha potuto produrre soltanto dei decreti presidenziali, le varie direzioni generali vanno avanti a decreti e determine ma senza bilancio non ci sono staff politici a sostegno di assessori e gruppi consiliari, non si fa attività. Al momento l'unica mozione protocollata in Consiglio regionale è quella sul salario minimo proposta da Davide D'Errico (Lista Fico) per mantenere coerentemente una promessa fatta durante la campagna elettorale.

Gran parte del lavoro di bilancio è stato già prodotto dalla giunta precedente guidata da Vincenzo De Luca. Ma Fico vuole dare una sua impronta, ha chiesto risorse per interventi decisi su assistenza alle famiglie di minori autistici (il suo primo atto è stato aprire un centro ad Avellino chiuso da decenni). Vuole affrontare il caso del dimensionamento scolastico imposto dal governo Meloni senza operare tagli dei plessi e facendo commissariare la Campania, come ha fatto l'Emilia-Romagna. E sta studiando i dossier che arrivano da Asl e aziende ospedaliere  per provvedimenti sulla sanità territoriale. Ma il punto è sempre questo: sine pecunia ne cantantur missae, senza denari non si cantano messe.

Le presidenze delle commissioni bloccano tutto

Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale, lavora per smussare e mediare ma il campo largo è famelico di nomine. Stabilita la divisione delle 8 commissioni permanenti (tre presidenze al Pd, una a testa a M5s, Lista Fico, Socialisti, A testa Alta e Casa riformista, fuori Avs e mastelliani) il problema è quali presidenze affidare ai partiti. Pd e deluchiani vorrebbero fare i pigliatutto ma Lista Fico chiede la commissione Trasporti con Nino Simeone ad esempio. Lì i deluchiani fanno battaglia: Luca Cascone, per 10 anni assessore-ombra di Vincenzo De Luca pretenderebbe di restare su quella poltrona o al massimo di metterci Gennaro Oliviero, l'ex presidente del Consiglio regionale. Oliviero si "accontenterebbe" di Attività produttive, su cui invece puntano i socialisti con Giovanni Mensorio. Sempre in "A testa alta" c'è tensione: fra Oliviero, Cascone e Gianni Porcelli uno dei tre resterà fuori dalla partita commissione-capogrupo, chi?

Nella commissione Bilancio Franco Picarone e Corrado Matera, entrambi Dem, ambiscono alla presidenza. E il Movimento Cinque Stelle, il partito del presidente Fico? Vuole la presidenza della commissione consiliare sanità. La stessa cui ambirebbe Bruna Fiola, consigliera del Pd. La stessa che era stata inizialmente promessa a "Casa Riformista", anche se non all'uscente Enzo Alaia, da novembre indagato per presunte irregolarità in un concorso per dieci dirigenti veterinari Area B e cinque dirigenti veterinari Area C indetti dall'Asl di Salerno.

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