Provoca Michele Misseri sotto casa ad Avetrana: il tiktoker Michele Napolitano finisce denunciato
È una storia che sembra inventata. Solo dal calderone dei social network una vicenda simile può uscire e diventare realtà: il tiktoker napoletano che finisce denunciato dal protagonista di uno dei casi di cronaca nera italiana più discussi degli ultimi quindici anni. I protagonisti sono due.
Il primo soggetto è Michele Napolitano, ventiseienne, napoletano, professione non meglio precisata, noto ai più per essere un influencer attivo soprattutto sul network cinese Tiktok. Napolitano è uno che ha fatto della provocazione il suo modo di stare sui social. Più volte si è occupato dei Campi Flegrei e dei terremoti bradisismici, «sparandole grosse», ma il picco di notorietà lo ha raggiunto in occasione dei festeggiamenti per il quarto scudetto del Calcio Napoli, quando fu fermato dalle forze dell'ordine in via Acton perché in di una pistola 38 Special e fu arrestato. Giudicato col rito abbreviato, l'uomo fu condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione.
L'altro protagonista di questa storia è pugliese. Trattasi di Michele Misseri, 72 anni, noto ai più come «zio Michele», residente ad Avetrana, provincia di Taranto. Misseri è invece suo malgrado divenuto popolare per il suo coinvolgimento nel delitto di Avetrana, ovvero l'omicidio della nipote quindicenne Sarah Scazzi avvenuto il 26 agosto 2010. Per il delitto la giustizia italiana ha ritenute colpevoli la cugina di Sarah, Sabrina Misseri e la mamma di quest'ultima, Cosima Serrano, figlia e moglie di «zio Michele» che a sua volta ha sempre sostenuto di essere stato lui l'autore dell'omicidio. Un paio d'anni fa l'uomo è tornato in libertà dopo aver scontato una condanna di 8 anni di reclusione, in quanto fu lui a nascondere il cadavere della nipote, occultandolo in un pozzo. Ora è tornato a vivere nella sua casa di Avetrana.
Ed è proprio qui che inizia la storia che accomuna i due soggetti. Ad inizio agosto Napolitano va a Taranto. Poco meno di un'ora separa la cittadina da Avetrana, nel Salento settentrionale. Per il tiktoker evidentemente è una idea valida quella di potersi recare lì dove è avvenuto uno dei delitti più mediatici d'Italia: non è la prima volta che accade. La casa di Misseri è sempre la stessa.
Cellulare in pugno, Napolitano fa un mezzo show davanti all'alloggio di «zio Michele» che per tutta risposta gli getta anche una secchiata d'acqua. Il video, ovviamente, va online. Qualche settimana dopo, però, al tiktoker arriva una notifica giudiziaria dal Tribunale di Taranto, come persona sottoposta a indagini. L'ipotesi d'accusa è l'articolo 660 del codice penale italiano che punisce il reato di molestia o disturbo alle persone. A difendere Napolitano, apprende Fanpage, è il penalista Luigi Poziello.