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Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

Per la morte del piccolo Domenico al Monaldi due medici accusati di aver modificato la cartella clinica

La Procura contesta il falso al cardiochirurgo Guido Oppido e ala seconda operatrice Emma Bergonzoni. Motivo: avrebbero modificato la cartella clinica del bimbo.
A cura di Redazione Napoli
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La cartella clinica mostrata in tv
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La vicenda del piccolo Domenico Caliendo, 2 anni e 4 mesi, morto all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore andato male, ha un nuovo colpo di scena: la procura di Napoli contesta accuse di falso a due sanitari già indagati per omicidio colposo in concorso. L'accusa è che avrebbero modificato la cartella clinica del bimbo. Si tratta del cardiochirurgo Guido Oppido, che ha eseguito l'intervento, e della seconda operatrice, la cardiochirurga Emma Bergonzoni.

I pubblici ministeri hanno chiesto al giudice per entrambi una misura interdittiva, come ad esempio il divieto di esercitare determinate attività. I due medici saranno ascoltati entro la fine del mese. Sono 7 in tutto gli indagati. Sul caso lavorano il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci. Secondo quanto emerge dalle indagini, le presunte modifiche riguarderebbero in particolare gli orari di arrivo del cuore, trasportato da Bolzano a Napoli.

Elemento fondamentale: una parte delle responsabilità ruota proprio intorno agli orari. Quando arrivò l'organo da impiantare a Napoli il bimbo era già sotto i ferri e gli era già stato espiantato il suo cuore? Oggi i genitori del bambino, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo sono stati ascoltati in Procura, l'operazione si è protratta al punto che la prevista presentazione della "Fondazione Domenico Caliendo" per raccogliere fondi, prevista in mattinata, è slittata al pomeriggio.

Lunedì sera, nel corso dalla trasmissione Rai "Lo Stato delle Cose", condotta da Massimo Giletti, il giornalista aveva mostrato gli orari contenuti nelle cartelle cliniche da cui si evincerebbe un fatto gravissimo: le operazioni di espianto del cuore del piccolo sarebbero cominciate 12 minuti prima dell'arrivo del nuovo organo, proveniente da Bolzano (e poi risultato "bruciato" poiché conservato col ghiaccio secco) in sala operatoria.

Durante il programma sono stati mostrati documenti ospedalieri relativi all'intervento chirurgico, datato 23 dicembre 2025. Tra gli atti c'è una cartella clinica redatta in sala operatoria, nella quale l'orario del clampaggio aortico, ovvero l'occlusione temporanea dell'aorta, fase cruciale dell'intervento, è stato fissato alle ore 14.18; lo stesso orario sarebbe riportato anche nella cartella anestesiologica. Secondo quanto emerso nel dibattito televisivo, però, il clampaggio sarebbe avvenuto in un momento successivo.

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