“Papà nell’incendio ha perso 40 anni di lavoro ma la sua forza mi rende orgogliosa di lui”

"Se dovessi descrivere la forza e la dignità userei l’immagine di papà che ieri, in seguito ad un incendio propagatosi dalla pizzeria accanto alla sua officina, ha perso tutto". Comincia così il post di Martina Boselli, figlia di Antonio, per tutti "Tonino il gommista", che ha l'attività accanto alla pizzeria "Benvenuti al Sud". Anche lui, spiega la ragazza, è rimasto gravemente danneggiato da quel rogo: nessun ferito, per fortuna, ma il suo negozio è andato distrutto. E l'incendio ha provocato anche lo sgombero di 21 persone, residenti nella palazzina di corso Secondigliano.
"Mio padre, esempio di dignità"
Martina Boselli ha voluto raccontare sui social la reazione del padre di fronte a quell'imprevisto che, in poche ore, ha distrutto l'attività: "Tutti i sacrifici fatti. I macchinari comprati con anni di lavoro. Le file di pneumatici uno sull'altro. Le foto di me e mio fratello appese al muro dietro la scrivania che hanno accompagnato quasi quarant’anni di questa attività".
Tornato a casa, racconta la ragazza, il padre le ha detto: "L'importante è che nessuno si sia fatto male e non ci sia stato il morto". Per poi aggiungere: “Papà è caduto un sacco di volte nella vita e si è sempre rialzato, non dovete preoccuparvi per me".
L'incendio causato da un corto circuito
L'incendio, hanno appurato i Vigili del Fuoco, sarebbe stato causato da un guasto, probabilmente un corto circuito: le ipotesi di un atto doloso, circolate come sempre nelle fasi iniziali degli accertamenti, non hanno trovato riscontri. Le fiamme sarebbero partite dalla cucina della pizzeria, per poi estendersi anche all'attività adiacente e danneggiare diverse abitazioni della palazzina.
"Non solo la pizzeria – continua Martina nel post – ma anche “Tonino il gommista” e gli abitanti della palazzina hanno perso tutto. Hanno perso una vita intera in mezzo a quelle fiamme e leggere i commenti cattivi, sprezzanti e pieni di giudizio di chi non sa, fa male quanto il resto".
"Sono orgogliosa di avere un papà come lui"
"A dirla tutta – aggiunge, ripercorrendo quei momenti – mio papà è vivo per miracolo perché i pompieri e l’assistente ENEL gli avevano dato il via libera per iniziare la sua giornata, ma lui – sempre stato un uomo coscienzioso, devo ammetterlo, anche se non glielo dico spesso – si è guardato intorno e ha detto: “E comm facc? Qui c’è fumo dappertutto. Prima devo capire come sistemare tutto per far entrare i clienti.” E nel giro di mezz’ora, alzando lo sguardo al soffitto, si sono accorti che il fumo presente non si era disperso, anzi c’erano altre fiamme che si stavano propagando dal soppalco".
"Non so cosa succederà adesso – conclude la ragazza – ma so che papà è fatto della stessa materia di cui è fatto il fuoco che ha portato via il suo lavoro, i suoi sogni: arde, resiste e non si lascia spegnere facilmente. E lasciatemelo dire sono orgogliosa di avere un Papà come lui".