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Ornella Pinto uccisa nel sonno a coltellate a 40 anni, ergastolo per l’ex marito: confermata la crudeltà

Femminicidio di Ornella Pinto, uccisa il 13 marzo 2021: la Corte di Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per l’ex marito.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Ornella Pinto, la vittima del femminicidio dell'Arenaccia.
Ornella Pinto, la vittima del femminicidio dell’Arenaccia.

Ornella Pinto fu uccisa nel sonno a 40 anni in casa a Napoli con almeno 13 coltellate dall'ex marito Pinotto Iacomino. Accadde la notte del 13 marzo 2021. Nella stanza accanto dormiva il figlioletto di 4 anni. A 5 anni di distanza dal femminicidio, la Corte di Cassazione ha confermato l'ergastolo per il compagno e rigettato il ricorso presentato dalla difesa. Confermate anche le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dello stato di coabitazione determinanti per la formulazione della condanna all'ergastolo sia in primo grado che in appello.

Nella stanza accanto dormiva il figlio di 4 anni

Iacomino era reo confesso del femminicidio della ex moglie. Il delitto fu compiuto nell'abitazione della donna in via Cavolino, all'Arenaccia, nel quartiere San Carlo all'Arena, che si trova al centro storico di Napoli. Iacomino, che con la donna aveva avuto una relazione affettiva, si presentò il giorno stesso ai Carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni, in Umbria, comune nel quale era domiciliato, confessando di aver ucciso la donna. La pronuncia della suprema corte pone fine alla vicenda giudiziaria. "È un'amara consolazione", il commento dei familiari di Ornella, rappresentati dall'avvocato Carmine Capasso.

In Corte di Assise d'Appello, il giudice aveva accolto le richieste della difesa e disposto anche una provvisionale da 180mila euro a favore di Stefania Pinto, sorella di Ornella, nominata tutrice del bambino, figlio della coppia, che oggi ha 9 anni. La sentenza di secondo grado era arrivata il 17 gennaio 2024, emessa oggi dalla prima Corte di Assise di Appello di Napoli – presidente Rosanna Saraceno, giudice a latere Pasquale Santaniello – in accoglimento delle richieste del sostituto procuratore Luigi Musto e degli avvocati di parte civile Mino Capasso, Marcello Severino, Loredana Gemelli e Celeste Giliberti.

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