“Non siamo a Napoli”: il sindaco francese (di destra) vieta il bucato alle finestre e scatena la polemica
Ville de Thizy les Bourgs è un delizioso centro del Rodano francese, nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. Poco meno di seimila abitanti, un passato da centro dell'industria tessile e un'aria ordinata da provincia francese che sembra fatta apposta per essere immortalata in una di quelle cartoline d'un tempo. Dal 2013 riunisce cinque ex comuni, Thizy, Bourg-de-Thizy, Mardore, Marnand e La Chapelle-de-Mardore, e conserva ancora l'aspetto di un piccolo mosaico di borghi.
Tutto diresti di Ville Thizy les Bourgs, fuorché che c'entri qualcosa con Napoli. Eppure, chissà perché, al sindaco transalpino è venuto in mente di tirare in ballo proprio la città partenopea quando ha dovuto spiegare ai suoi concittadini una nuova ordinanza sul decoro urbano: «No, non siamo a Napoli!», ha scritto sui social, annunciando il divieto di stendere il bucato alle finestre e sui balconi quando è visibile dalla strada, dando inizio ad una storiella che sembra scritta apposta per scatenare l'orgoglio partenopeo.
Partiamo dall'inizio: è l'8 settembre (data che agli italiani ricorda ben altro) di quest'anno. Rémi Berthoux, sindaco di Thizy les Bourgs, firma un'ordinanza in cui stabilisce il divieto di stendere «biancheria e qualsiasi altro oggetto» su balconi, finestre e facciate degli immobili quando siano visibili dalle vie pubbliche. Gli stendini sui balconi restano invece ammessi, purché non superino l'altezza della ringhiera. L'ordinanza interviene anche su vasi e altri oggetti sistemati sui balconi quando sporgono oltre il parapetto e risultano visibili dall’esterno. Le violazioni possono essere accertate dalla polizia e dagli agenti autorizzati. Nelle premesse del provvedimento, che Fanpage ha letto, il Comune sostiene che la presenza di bucato e oggetti sulle facciate comprometterebbe «pulizia e immagine degli immobili» e richiama la necessità di tutelare il cadre de vie, ovverosia la qualità dell'ambiente urbano.
Nove giorni dopo, il 17 settembre, la comunicazione diventa molto meno burocratica e molto più polarizzante quando deve fare breccia sui social media. Sulla pagina Facebook ufficiale del Comune compare il messaggio: «Non, nous ne sommes pas à Naples!», «No, non siamo a Napoli!». «Anche a Thizy-les-Bourgs ciascuno può contribuire, nel proprio piccolo, al prestigio e all’immagine del nostro Comune», si legge nel post. L'amministrazione invita poi i cittadini a partecipare «all'abbellimento» della cittadina e conclude ironicamente chiedendo di tenere «i calzini al riparo dagli sguardi».
È il paragone con Napoli che, come una miccia a fuoco lento, fa deflagrare la discussione nel giro di qualche giorno. «Ma la frecciata gratuita a Napoli era necessaria? Che disprezzo!», scrive un'utente francese. Un'altra invita il suo Comune a «lasciare stare Napoli», giudicando «ridicolo» il paragone. C'è poi chi osserva che vietare il bucato visibile può creare problemi soprattutto a chi vive in appartamenti piccoli e non dispone di altri spazi per far asciugare i vestiti. Tra i commenti più articolati, un utente accusa l’amministrazione di aver utilizzato Napoli come sinonimo di «disordine o arretratezza», ribaltando infine lo slogan del Comune: «No, infatti, non siamo decisamente a Napoli. Ed è un peccato per Thizy».
Le critiche non arrivano soltanto dai social. La stampa locale ha raccolto anche il malumore di alcuni residenti, secondo i quali l’amministrazione avrebbe trasformato in regola generale un problema limitato a pochi casi. Le Progrès riferisce di abitanti che giudicano eccessivo arrivare a un'ordinanza «per una o due persone che stendono un lenzuolo». Il sindaco ha ribattuto difendendo la scelta e sostenendo che Thizy-les-Bourgs non sarebbe l’unica città francese ad avere introdotto regole sul bucato visibile dalla strada e citando altri Comuni.
Ma chi è Rémi Berthoux, primo cittadino del borgo del Rodano francese? Eletto sindaco nel marzo 2026 con il 46,36% dei voti, la sua lista, “Ensemble, Réveillons Thizy-les-Bourgs!”, risulta classificata nei dati del ministero dell'Interno francese come “Union extrême droite”, unione dell’estrema destra. Lo stesso Le Progrès ricorda che Berthoux è stato impegnato per oltre dieci anni nel Rassemblement National ed è stato assistente parlamentare del deputato RN Jonathan Géry.
Il punto, però, resta Napoli. Nel 2022 anche l'attuale sindaco Gaetano Manfredi fu coinvolto in una polemica su una «ordinanza anti-sgocciolamento» ipotizzata, mai firmata. Ora a rispondere al sindaco di destra francese è un nuovo acquisto della giunta, Carlo Puca, assessore all'Immagine della Città, ma soprattutto giornalista di lungo corso. Puca lo fa sempre a mezzo social: «Caro sindaco Berthoux – esordisce – ha ragione: a Thizy-les-Bourgs non siete a Napoli. E glielo dico con sincero dispiacere, perché si perde parecchio. Capiamo la volontà di decoro urbano, ci mancherebbe. Ogni amministratore ha il diritto di regolare il proprio territorio. Ma per giustificare un divieto non serviva usare Napoli come termine di paragone negativo, come sinonimo di ciò che "non si deve essere". È una battuta facile, che banalizza una città complessa riducendola a cartolina folkloristica o, peggio, a controesempio. Napoli non è un’etichetta da brandire per marcare le distanze. È una metropoli di oltre due millenni di storia, di arte, musica, cucina, filosofia, e sì, anche di lenzuola stese al sole. Cose che, tra l’altro, asciugano benissimo e a costo ambientale zero».