Nella fabbrica di soldi falsi la locandina della “banda degli onesti”: sequestrate due stamperie del Napoli Group

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A cura di Nico Falco
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I soldi falsi sequestrati dalla Guardia di Finanza a Chiaia
La Guardia di Finanza ha scoperto due stamperie del “Napoli Group”, entrambe in città; rinvenuti 400mila euro in banconote contraffatte.

Totò, Peppino e Giacomo Furia che guardano con attenzione la banconota appena stampata: scena da "la banda degli onesti", in cui Antonio Bonocore, portiere di uno stabile, il tipografo Giuseppe Lo Turco e il decoratore di vetrine Cardone si improvvisano falsari. Film indimenticabile, che deve essere piaciuto anche ai falsari, stavolta veri, scoperti dalla Guardia di Finanza a Napoli: i militari, durante l'irruzione nella stamperia, hanno trovato la locandina del film, vicino a un vecchio macchinario usato per la stampa e che veniva tenuto come arredamento.

L'operazione riguarda una banda collegata al cosiddetto "Napoli Group", l'organizzazione internazionale di falsari che, usando tecniche all'avanguardia, da anni dissemina banconote false in tutta Europa. E il sequestro, anche questa volta, è ingente: sotto chiave sono finite 12mila banconote contraffatte in taglia da 20 e 50 euro, per un valore facciale complessivo di circa 400mila euro, già pronte ad essere immesse nel circuito legale.

L'intervento è stato effettuato lo scorso 29 settembre, nell'ambito delle indagini dirette dalla Procura di Napoli – sezione III Criminalità Economica e affidate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e al Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma. Tre dei falsari sono finiti in manette, sorpresi proprio mentre si occupavano degli ultimi dettagli della stampa di banconote. Tutti napoletani, sono soggetti già noti per reati di questo tipo; dopo le formalità di rito sono stati accompagnati nel carcere di Poggioreale. Il 2 ottobre il gip ha convalidato gli arresti.

Dalle indagini dei finanzieri è emerso che il sistema di falsificazione si articolava in due siti operativi distinti. Il primo è il capannone di una tipografia, in zona Capodichino, dove veniva preparata la carta su cui stampare le monete, imprimendo sulla filigrana il volto della "dea Europa", elemento introdotto a partire dal 2013, nella seconda serie di banconote (serie "Europa") proprio come misura anti contraffazione.

I fogli, così preparati, venivano poi portati in un garage nei pressi di piazza Amedeo, zona Chiaia, nel centro di Napoli. E questo secondo sito rappresenta la novità più importante di questa operazione: invece dei macchinari per la stampa off-set, che necessitano di grossi spazi e producono molto rumore, i falsari utilizzavano attrezzature per la stampa digitale. In questo modo non avevano più bisogno di capannoni in aree periferiche o disabitate ma potevano operare tranquillamente anche in un edificio residenziale senza destare troppi sospetti.

La locandina della "Banda degli onesti" è stata rinvenuta in questo secondo sito operativo, a Chiaia. Insieme a montagne di soldi, tutti falsi. Complessivamente sono stati sequestrati, oltre ai macchinari (stampanti digitali, una plastificatrice, una taglierina, una stampante per etichette, computer, supporti informatici e telefoni cellulari) migliaia di supporti adesivi destinati alla riproduzione degli elementi di sicurezza, strisce olografiche contraffatte, rotoli di foil e altro materiale per la produzione delle banconote.

Il gruppo, però, con tutta probabilità era attivo anche in altri settori: nel corso delle attività è stato infatti scoperto materiale destinato alla falsificazione di documenti di identità, tra cui prove di stampa di copertine di passaporti della Repubblica Italiana e riproduzioni degli ologrammi delle carte di identità elettroniche.

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