“Mia moglie in codice rosso è rimasta per oltre 30 minuti su una barella col corpo senza vita di mia figlia accanto e con la placenta ancora attaccata. Gliel'hanno rimossa solo dopo aver fatto l'accettazione. Mia moglie aveva perso molto sangue, dopo aver partorito in casa. Ha subito un forte trauma psicologico, già ieri pomeriggio aveva chiesto di essere riportata a casa, contro il parere dei medici, perché non riesce a restare nel reparto di ginecologia con le altre mamme, mentre lei non ha più la bambina. Ha subito ulteriori danni psicologici”.

Sono le parole piene di dolore di Mario Conson, papà, anche se purtroppo per pochi minuti, della bambina nata ieri prematura a 6 mesi e morta durante il trasporto in ambulanza al Nuovo Policlinico del Vomero. Mario, maestro pizzaiolo e titolare dell'omonima pizzeria a Corso Secondigliano, e sua moglie Maria Pappagallo, 28enne, residenti a vico Pergole, quartiere Avvocata, non si danno pace per la terribile perdita e hanno deciso di sporgere denuncia in Procura per fare luce su questa vicenda, assistiti dai legali Angelo Marino e Marcello Severino. Il pm ha disposto il sequestro della cartella clinica e del corpicino della bimba per l'autopsia.

Perché avete sporto denuncia?

Non c'è rabbia, ma una grande delusione. Non dico che mia figlia si sarebbe salvata, non dico che non avrebbe avuto problemi, ma almeno ci avremmo provato, ma non ci hanno dato la possibilità nemmeno di provare, perché 31 minuti per soccorrere un codice rosso per me sono troppi. Sarebbero stati troppi anche se fosse stata una persona di 30 anni in arresto cardiaco. Non abbiamo denunciato per i soldi, ma per evitare che possano accadere di nuovo cose simili ad altri genitori.

Ora cosa chiedete?

Vogliamo solo sapere se ci sono stati degli errori nei soccorsi e dove, affinché non si ripetano.

Cosa è accaduto ieri mattina?

Alle 5,20 di ieri mattina, mia moglie ha cominciato ad avvertire delle fitte alla pancia. In questi mesi non era normale. Ma i dolori continuavano. Alle 6,43 abbiamo chiamato il nostro ginecologo, e nel frattempo a lei si sono rotte le acque e ha partorito in casa. Alle 6,44 abbiamo fatto la prima chiamata al 118 con codice rosso, abbiamo spiegato che la ragazza era positiva al Covid e che si trattava di un parto prematuro.

Poi che è successo?

Ci hanno detto: stiamo arrivando, ma sono arrivati solo dopo 31 minuti: dalle 6,44 alle 7,15. Io ho fatto 5 telefonate al 118, altre 4 le hanno fatte miei familiari e i finanzieri e un'altra ambulanza. Alla fine sono arrivati con una sola ambulanza, non rianimativa e senza incubatrice, nonostante avessimo detto che c'erano due codici rossi, la mamma e la bimba. La bambina era viva, respirava, si muoveva, piangeva.

Le hanno fatto la rianimazione?

Sì, hanno fatto la procedura di rianimazione standard alla bambina, per mezz'ora un massaggio cardiaco, aveva ancora il cordone ombelicale attaccato, ma senza incubatrice secondo me non si può rianimare. Dopo questo massaggio, l'hanno portata in ospedale.

E dove vi hanno portato?

Al Policlinico Nuovo, quello del Vomero, perché il nostro ginecologo si appoggiava lì. Ma nel trasporto la bambina è morta. Il decesso è stato dichiarato alle 7,50. Ma non è finita qui.

Che altro?

Quando siamo arrivati al Policlinico in codice rosso, ci hanno fatto fare il giro di tre edifici prima di arrivare al reparto. Una volta che siamo arrivati nell'edificio giusto, siamo rimasti circa 40 minuti per fare l'accettazione. Mia moglie è rimasta con la bimba morta a fianco e con la placenta da fuori. Gliel'hanno tolta dopo l'accettazione, ma se uno entra in codice rosso la prima cosa è andare in sala parto, pulire, poiché lei ha partorito in casa e aveva perso molto sangue. Inoltre, mia moglie ieri pomeriggio aveva chiesto di essere trasferita a casa, contro il parere dei medici, perché psicologicamente sta male. Abbiamo fatto la richiesta attorno alle 16, ma ci hanno risposto solo la sera, dopo le 20, quando le ambulanze possono fare solo codici rossi, dicendoci che non c'erano mezzi disponibili.

Adesso sua moglie è ancora ricoverata?

Stamattina è ancora ricoverata al reparto di Ginecologia del Nuovo Policlinico.

All'ospedale vi hanno detto qualcosa, vi hanno dato conforto?

Niente, una dottoressa ci ha detto che per un codice rosso è normale fare l'accettazione e poi ricoverare dopo 35 minuti. Ma io mi chiedo: è normale che una ragazza di 28 anni abbia la figlia morta a fianco per mezz'ora su una barella con la placenta da fuori? È normale che mia moglie voglia uscire contro il parere sanitario e non abbiano l'ambulanza per trasferirla a casa? È scandaloso quanto sto leggendo sui giornali. Leggo di chi si difende e dice che a causa del Covid è normale che ci vogliano 18 minuti per arrivare in una abitazione e 10 per vestirsi. Io non faccio il medico, faccio il pizzaiolo. Ma credo che ci debba essere una equipe già pronta per il codice rosso. Ci volevano più ambulanze, una per la bimba e l'altra per la mamma, almeno, e una per la famiglia. Io stesso ho dato una mano agli operatori sanitari. Le forbici per tagliare il cordone ombelicale gliel'ho dovuta dare io e gli ho dato anche un asciugamano. Ma dovevano sapere loro cosa portare. Ho dato anche una mano a portare giù mia moglie. Quando siamo arrivati al Pronto Soccorso, non c'era nessuno operatore, solo un infermiere che ci ha detto che non potevamo stare là e dopo alcuni minuti sono arrivati i medici. Voglio lanciare un messaggio ai genitori.

Quale?

Se stiamo facendo questo è per tutti i genitori. Il Coronavirus con la morte della bimba non c'entra niente. Non dà problemi al grembo o al feto. I parti prematuri purtroppo succedono e non si possono prevenire. Ma non ci può essere malasanità sui bambini. I bambini non si toccano.