Al Covid Hospital di Boscotrecase (Napoli) ci era arrivato per mettere a disposizione dei colleghi i suoi 30 anni di esperienza. Poi, come purtroppo accaduto a tantissimi colleghi, si è ammalato. È stato contagiato in corsia, mentre assisteva le centinaia di persone che arrivavano coi polmoni devastati dal coronavirus. Non ha perso la speranza, fino all'ultimo ha lottato per riprendersi e soprattutto per tornare al lavoro, ma alla fine non c'è stato nulla da fare: Antonio Casillo, medico di Pneumologia, è deceduto nella serata di ieri, 12 novembre.

Il medico, 57 anni, originario di San Giuseppe Vesuviano, era andato a lavorare al Sant'Anna e Santissima Maria della Neve di Boscotrecase (riconvertito in Covid Hospital) lo scorso marzo, nel pieno della prima ondata della pandemia, quando i continui ricoveri avevano già messo a dura prova gli organici degli ospedali. A nulla sono servite le precauzioni, la profilassi, il rispetto categorico e ossessivo di tutte le norme di sicurezza: in un luogo dove per forza di cose il virus si concentra, basta una minima disattenzione (e a volte non è necessaria nemmeno quella) per saltare dall'altro lato della barricata, per passare da medico a paziente. Da salvatore a, si spera, salvato.

Casillo è risultato positivo ed è stato ricoverato per problematiche respiratorie; le sue condizioni di salute si sono aggravate negli ultimi giorni, dal reparto di degenza è stato trasferito in rianimazione, dove nonostante le cure è morto. Nel Covid Hospital di Boscotrecase nelle ultime 24 ore ci sono stati altri cinque decessi (tre in sub intensiva, uno in Rianimazione e l'altro in Medicina).