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Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

Morte Domenico Caliendo, presentato un esposto contro l’avvocato Petruzzi, legale della famiglia

Presentato un esposto contro l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo: secondo l’autore avrebbe violato articoli del codice Deontologico e di quello penale durante un intervento in tv.
A cura di Nico Falco
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L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo
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Un esposto è stato presentato all'Ordine degli Avvocati nel quale si chiede di valutare l'eventualità di avviare un procedimento disciplinare nei confronti di Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e mezzo deceduto dopo un trapianto di cuore fallito all'ospedale Monaldi di Napoli; la segnalazione, che menziona presunte violazioni del Codice Deontologico Forense e del Codice Penale, fa riferimento alla partecipazione dell'avvocato alla puntata dello scorso 16 marzo della trasmissione televisiva "Lo stato delle cose", condotta su Rai Tre da Massimo Giletti, nella quale si è parlato proprio del caso del bambino, deceduto il 21 febbraio, quasi sessanta giorni dopo il trapianto di cuore, periodo nel quale è sopravvissuto grazie al supporto ECMO.

L'esposto è indirizzato, tra gli altri, alla Rai, ai garanti garanti per la protezione dei dati personali e per le garanzie nelle comunicazioni e anche alla Procura di Napoli "per le valutazioni di rilievo penale". La segnalazione si concentra sulla posizione di Guido Oppido, il cardiochirurgo che a dicembre ha effettuato il trapianto e che oggi è indagato dalla Procura di Napoli sia per omicidio colposo (insieme ad altri medici dell'ospedale Monaldi) sia con l'accusa di avere falsificato la cartella clinica. Nel corso della puntata, si legge nel documento, è stato mostrato materiale per sostenere "la tesi secondo cui il professore Oppido avrebbe "dichiarato il falso" o sarebbe comunque "chiaramente colpevole" prima di ogni vaglio dibattimentale e in assenza di contraddittorio tecnico-scientifico".

Le accuse dell'esposto all'avvocato Petruzzi

Da qui, la contestazione sollevata da chi ha presentato l'esposto: "sussiste il fondato sospetto che tale documentazione sia pervenuta alla redazione e/o al conduttore per il tramite del medesimo difensore (l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ndr)". In altre parole, secondo l'autore dell'esposto, l'avvocato della famiglia di Domenico Caliendo avrebbe violato quattro articoli del Codice Deontologico Forense e anche diversi articoli del codice penale, rendendosi responsabile di diffamazione aggravata, pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e rivelazione di segreto inerente un procedimento penale.

Petruzzi dovrà rispondere all'esposto entro venti giorni. Interpellato sulla questione dall'agenzia Ansa, l'avvocato ha però ricordato che, durante la trasmissione, Massimo Giletti aveva sottolineato di essere entrato in possesso di quei documenti attraverso proprie fonti e che, prima di mostrare la cartella anestesiologica e quella della circolazione extracorporea, aveva detto che lo stesso Petruzzi sarebbe rimasto sorpreso da quei dati.

Il trapianto di cuore fallito nell'ospedale Monaldi

Il trapianto è stato effettuato il 23 dicembre 2025 nell'ospedale napoletano; al bimbo è stato impiantato il cuore di un donatore prelevato a Bolzano dall'equipe del Monaldi. Durante il trasporto, però, l'organo si sarebbe danneggiato: sarebbe stato usato del ghiaccio secco invece di quello naturale, rendendolo inutilizzabile. L'operazione è stata effettuata ugualmente e il bimbo è rimasto collegato all'Ecmo fino al 21 febbraio; una situazione che avrebbe dovuto essere temporanea, in attesa di un nuovo cuore, ma che col passare dei giorni ha causato gravi danni a vari organi del piccolo, portandolo alla morte.

La madre di Domenico Caliendo, Patrizia Mercolino, non sarebbe stata informata delle condizioni del cuore impiantato al figlio, secondo quanto da lei raccontato le sarebbe stato soltanto detto che il nuovo organo non aveva funzionato; la donna avrebbe appreso la verità soltanto molti giorni dopo, quando la vicenda del cuore danneggiato è stata riportata dai giornali.

L'inchiesta della Procura di Napoli mira a chiarire i vari passaggi che hanno portato al fallimento del trapianto. Innanzitutto il perché sia stato danneggiato e da chi. Poi, la vicenda legata direttamente all'operazione. E in questa fase è cruciale il ruolo di Guido Oppido. Diversi sanitari del Monaldi, ascoltati dagli inquirenti, hanno affermato che le operazioni di espianto del cuore malato, immediatamente precedenti a quelle del trapianto, sarebbero cominciate quando l'equipe che stava trasportando il nuovo cuore da Bolzano non era ancora arrivata al Monaldi. Il professore Oppido, invece, sostiene di avere atteso l'arrivo del box termico e di avere poi effettuato il clampaggio dell'aorta per procedere quindi con l'espianto.

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