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Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

Morte Domenico Caliendo, Oppido dice che ha informato la famiglia dopo il trapianto. L’avvocato: “Lo quereliamo”

Il cardiochirurgo Guido Oppido, tra gli indagati per la morte di Domenico Caliendo, ha dichiarato durante una trasmissione televisiva di aver informato la famiglia del trapianto fallito.
A cura di Valerio Papadia
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Il dottor Guido Oppido
Il dottor Guido Oppido
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Sono destinate a far discutere, e probabilmente ad avere anche conseguenze legali, le affermazioni del cardiochirurgo Guido Oppido, tra i medici indagati per la morte di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e mezzo deceduto a fine febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Il dottor Oppido, che è colui che ha eseguito materialmente il trapianto, è stato raggiunto telefonicamente dalla trasmissione televisiva "Mi manda Rai Tre" e ha dichiarato di aver informato sin da subito la famiglia di Domenico Caliendo di quanto accaduto in sala operatoria, mentre la famiglia del bimbo da sempre asserisce di essere stata tenuta all'oscuro del trapianto fallito e di averlo saputo soltanto in seguito, tramite i giornali.

Parole, quelle pronunciate da Oppido durante la trasmissione, che hanno fatto male a mamma Patrizia Mercolino che, tramite il legale che assiste la famiglia, l'avvocato Francesco Petruzzelli, ha deciso di presentare una querela nei confronti del cardiochirurgo. "Il dottore Guido Oppido sarà anche libero di diffamare la perfusionista e l'anestesista della sua equipe asserendo che le cartelle anestesiologica e della circolazione extracorporea contengano dati alterati" ha detto Petruzzelli, riferendosi alle dichiarazioni di Guido Oppido sui presunti dati inattendibili presenti in cartella clinica.

"Di certo non gli consentirò di diffamare la mia assistita, Patrizia Mercolino, asserendo che ha reso false dichiarazioni ai magistrati dicendo che la famiglia era stata informata su tutto – ha detto ancora Petruzzelli, che ha poi proseguito -. Voglio annunciare che martedì prossimo depositerò una querela per diffamazione a mezzo stampa in modo tale da chiarire, una volta per tutte, il perimetro di alcune circostanze, che erano attinenti direttamente alla sfera deontologica e civile e che ora invece dovranno fare parte di un autonomo procedimento penale".

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