Licenziamenti Jabil, la Softlab propone l’assunzione di una parte dei 190 lavoratori a rischio

Non c'è ancora una soluzione condivisa per i 190 lavoratori della Jabil di Marcianise, tutti a rischio licenziamento. La multinazionale statunitense, che si occupa di prodotti informatici, ha confermato che vuole chiudere le trattative entro il 17 agosto, e che la prima alternativa è quella del reimpiego. Tra le proposte, c'era stata quella della Softlab, anch'essa del settore informatico e con una sede anche a Caserta, che tuttavia non sembrerebbe convincere in pieno il Ministero dello Sviluppo Economico.
Inizialmente infatti la Softlab aveva proposto di assumere tutti i 190 dipendenti "in esubero" dalla Jabil, ma nel corso delle trattative è passata da 190 a 120 e poi è scesa ulteriormente a 64 assunzioni: troppo poche per il ministero, che ha chiesto all'azienda di assumere più lavoratori. Proseguiranno dunque i tavoli e i colloqui, anche se il 17 agosto incombe e la Jabil ha fretta di chiudere una vertenza iniziata già un anno fa, quando annunciò 350 esuberi sui 700 lavoratori in organico. Si questi, spiegò l'azienda, 160 accettarono il reimpiego in altre aziende, mentre per gli altri 190 non vi sarebbe stata la volontà di accettare né l'esodo incentivato, né il reimpiego stesso. E così ora la situazione, paralizzata anche per i mesi della quarantena, resta ingarbugliata. Proprio durante il lockdown erano infatti arrivati i licenziamenti, con la Jabil che però spiegò: "Secondo i tempi della procedura, Jabil avrebbe dovuto procedere ai licenziamenti già il 23 marzo 2020. Con l'avvento della pandemia da CoViD-19 si è stabilito con un accordo siglato con i sindacati di posticipare i licenziamenti al 25 maggio, cosa che poi abbiamo effettivamente fatto".
