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Presidenza Fico in Regione Campania

Le sportellate di De Luca a Fico mentre il figlio Piero gli stringe la mano: l’anomalia Pd in Campania

Vincenzo De Luca di nuovo contro ancora Roberto Fico: “Non è il Messia, in Regione non è cambiato nulla”. Sarracino (Pd): il nostro segretario regionale difenda il governatore dagli attacchi”
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Mentre Vincenzo De Luca è chiaro, cristallino nella sua modalità aggressiva e nei suoi obiettivi – continuerà ad attaccare Roberto Fico fin quando il Movimento Cinque Stelle non si siederà al tavolo di trattativa per le Elezioni Comunali di Salerno o deciderà di mollare ogni ambizione  – il vero enigma è il figlio, Piero De Luca. Ieri De Luca padre ha di nuovo preso a sportellate il campo largo che ha permesso a Fico e Gaetano Manfredi di diventare rispettivamente governatore regionale e sindaco di Napoli. E il figlio, invece, in qualità di segretario campano del Partito Democratico era a Napoli, nella fossa dei leoni, a benedire il nuovo segretario metropolitano partenopeo, Francesco Dinacci, candidato unitario ma parte dell'area Schlein.

E così De Luca Piero si è trovato nell'imbarazzante situazione di dover stringere la mano a Fico mentre il padre poche ore prima gli dava addosso: «Alla Regione Campania non è cambiato nulla, non è mica arrivato il messia». In effetti il governatore non è arrivato all'hotel Ramada di via Ferraris camminando sulle acque, ma si è fermato più volte coi cronisti per ribadire la giustezza delle sue delibere taglia-partecipate che in giunta hanno fatto molto indispettire qualcuno. «Non commento queste affermazioni» dice.  E nemmeno i suoi commentano: attese note nel pomeriggio, ma poi dal Movimento non arriva niente.

Il problema è tutto nel Pd e lo si capisce chiaramente quando, mentre Piero De Luca parla dal palco (stranamente ha chiuso lui l'assise provinciale, di solito tocca al nuovo segretario) di Trump, Groenlandia e dazi, il deputato Marco Sarracino, uno dei capi dell'area Schlein napoletana, guardandolo di sottecchi, fa lampeggiare sui cellulari dei giornalisti la sua nota: «Ho trovato ingenerosi e incomprensibili gli attacchi di Vincenzo De Luca al presidente Roberto Fico. Sono certo che il primo a difendere il presidente della Regione sarà il nostro segretario regionale…».

Roma tace. Dal Nazareno a Campo Marzio né la leader Dem Elly Schlein né quello Cinque Stelle Giuseppe Conte hanno intenzione né voglia di dirimere i litiganti partenopei e salernitani con un referendum e le Politiche 2027 alle porte.

Dunque la sensazione è che per ora il caso resterà locale. Ieri Piero De Luca durante il suo discorso ha pure spoilerato una parte buona della prima manovra di bilancio della Regione Campania, cosa che al governatore non è granché piaciuta. Il provvedimento è quello di più soldi per ampliare la platea degli studenti che godono dell'abbonamento gratuito ai trasporti in Campania, nonché più risorse per lo psicologo di classe nelle scuole. Vallo a capire se l'ha fatto davvero nella foga del discorso, o perché erano provvedimenti nati dalle due legislature regionali del padre o per spirito di partito, ovvero per attestare al Pd regionale un traguardo del genere.

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