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Coronavirus
12 Luglio 2021
18:15

La Campania rischia la zona gialla Covid? Cosa dicono i dati su contagi e variante

La Campania oggi è in zona bianca. La paura è che la nuova crescita dei contagi da Covid-19 dovuta alle varianti potrebbe determinare a stretto giro nuove chiusure e il ritorno in zona gialla. Sarà così? I dati per ora dicono che il trend in crescita non promette nulla di buono, ma non determina necessariamente nuove restrizioni.
A cura di Ciro Pellegrino
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I dati del contagio Covid-19 danno la Campania tra le regioni in cui l'incidenza, ovvero il rapporto tra tamponi molecolari e infezioni da virus Sars-CoV2 è in aumento. Secondo i dati, aggiornati all'11 luglio 2021,  di CovidTrends, nell'ultima settimana la Campania è  +56%. Nulla di buono, dunque, sul fronte pandemico e tanto c'entrano due fattori. il primo sono le progressive riaperture dovute alla nostra collocazione in zona bianca. Il secondo è l'incedere della variante Delta Covid (ex indiana) molto più infettiva delle altre.

Cosa significa? Che la Campania rischia la zona gialla? Al momento no. Non possiamo attenderci per il monitoraggio della prossima settimana una situazione tale da determinare addirittura un cambio di colore e quindi nuove restrizioni. Tuttavia l'incidenza a 3 giorni si assesta su 10.59 e se entro 7 giorni arriveremo a 24-25 contagi su 100mila come si teme e questa progressione si manterrà costante, arriveremo a metà agosto con nuove chiusure. Dunque la frase del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: «Se continua così chiudiamo tutto già a fine di agosto» non era campata in aria.

Le proiezioni su 7 giorni di Agenas e dell'osservatorio Dati epidemiologici dell'università di Trento al momento danno i contagi in Campania in calo ma la forchetta potrebbe presto tornare a curvare verso l'alto. In questi giorni il lavoro di sequenziamento condotto da Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Azienda Ospedaliera Dei Colli (ospedale Cotugno) e Tigem ha fatto emergere la presenza di 92 varianti inglesi, 67 varianti indiane, 41 varianti brasiliane e 6 varianti colombiane.  Ma i numeri potrebbero crescere molto di più nei prossimi giorni, avvertono tutti gli addetti ai lavori.

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