La Campania non riesce a sapere i numeri esatti dei suoi turisti. Motivo: due ministeri che non comunicano tra loro

Perché la Regione Campania non riesce a sapere il numero esatto dei turisti che arrivano da queste parti né la loro nazionalità? Di numeri e studi ce ne sono a bizzeffe: rilevazioni comunali, di federazioni alberghiere, enti nazionali, addirittura di centri studio privati. Ma la cosa più semplice, ovvero contare chi arriva, usufruisce di alberghi o del cosiddetto «extralberghiero» (bed & breakfast, case vacanza eccetera) e da quale città, nazione, continente arriva, non è così facile.
Il tema è stato messo su tavolo dall'assessore regionale al Turismo in Campania, Enzo Maraio. In base alla normativa nazionale, le strutture ricettive devono comunicare quotidianamente al ministero dell'Interno i dati degli ospiti attraverso la piattaforma Alloggiati Web prevista dal Tulps, il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Si tratta di informazioni utilizzate per finalità di sicurezza pubblica, ma che non vengono condivise con il sistema turistico regionale.
La Campania ha provato a ottenere questi dati tramite il ministero del Turismo, senza riuscirci. La giunta regionale aveva già tentato di affrontare il problema realizzando una sua piattaforma Sinfonia Smart Turismo, ma l'adesione degli operatori – in particolare di B&B e case vacanza – è stata a dir poco limitata. Conseguenza: la Regione non dispone di numeri aggiornati e certificati sui flussi reali. Ciò si traduce in minor soldi, perché le quote del Fondo Unico Nazionale del Turismo, il Funt, assegnate dal ministero del Turismo alle Regioni vengono determinate anche sulla base delle presenze turistiche registrate. Dunque, se per ora Viminale e Turismo non si parlano, tocca mettere ad un tavolo gli operatori locali per rafforzare il sistema di rilevazione dei movimenti turistici.
«È stato avviato un confronto con Anci Campania, Federalberghi, le rappresentanze dell’extralberghiero, Abbac e gli uffici regionali. Creiamo un Osservatorio regionale dei flussi – spiega Maraio a Fanpage -. È a costo zero, è previsto da una legge regionale e pensato come strumento di analisi e supporto alle politiche di sviluppo del settore. L'obiettivo è disporre di dati più completi e aggiornati su arrivi, presenze, provenienza dei visitatori e tipologie di soggiorno».
Nel frattempo la Regione ha già avviato un censimento delle strutture ricettive presenti sul territorio attraverso il sistema Smart Turismo. L'attività ha portato a individuare circa 44mila strutture, più del doppio rispetto alle circa 20mila precedentemente registrate.