La balenottera entrata nel porto di Napoli quale giorno fa è stata trovata morta. Pesa 57 quintali ed è lunga 11 metri

È stata ritrovata senza vita la balenottera avvistata nei giorni scorsi nelle acque del porto di Napoli. Il cetaceo – dal peso di 57 quintali , 11 metri di lunghezza – è stato individuato nella serata di ieri, venerdì 27 febbraio, dall'unità navale "Bruno Gregoretti" della Guardia Costiera durante un transito all’interno dello scalo partenopeo, in prossimità dell'uscita del porto. È la balenottera notata qualche giorno fa da cittadini e operatori marittimi nei pressi del Molo Beverello, dove era rimasta visibile fino al pomeriggio. Al momento dell’avvistamento, però, l’animale galleggiava ormai privo di vita.
La Capitaneria di porto di Napoli ha immediatamente attivato le operazioni di sicurezza, inviando una motovedetta che, con il supporto di un mezzo del Gruppo Ormeggiatori di Napoli, ha provveduto a spostare la carcassa dalle rotte di ingresso e uscita del traffico navale, evitando possibili rischi per la navigazione. Nelle prime ore di questa mattina la balenottera è stata trasferita presso i cantieri navali Piloda Shipyard, che hanno offerto la disponibilità a ospitare temporaneamente il cetaceo e a garantire le operazioni di movimentazione attraverso mezzi e attrezzature specializzate.
Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, incaricati degli accertamenti sanitari e dell’esame autoptico necessario a stabilire le cause della morte. Presenti anche i referenti della Regione Campania, dell’Asl Napoli 1 Centro, del Centro regionale per la sicurezza sanitaria del pescato (CRISSaP) e del Centro regionale di igiene urbana veterinaria (CRIUV).
Nel pomeriggio di oggi è previsto il trasferimento della carcassa presso l’impianto della ditta Proteg di Caivano, dove nei prossimi giorni saranno effettuate le indagini necroscopiche. Gli esami, oltre a chiarire le cause del decesso, potranno fornire elementi utili anche dal punto di vista scientifico sullo stato di salute dei cetacei nel Mediterraneo.

«Le operazioni di recupero – ha dichiarato l’assessora alla Biodiversità e Tutela degli animali, Fiorella Zabatta, presente sul posto durante le operazioni di recupero – si sono rivelate più complesse del previsto. Comprendere le cause del decesso – ha aggiunto Fiorella Zabatta – è considerato prioritario anche alla luce di elementi osservati durante le operazioni, tra cui la presenza di sangue fuoriuscito dal cetaceo, circostanza che richiederà ulteriori approfondimenti scientifici per verificare se la morte sia riconducibile a cause naturali o ad altri fattori. A partire da domani si uniranno alle attività anche esperti di livello nazionale, che affiancheranno il gruppo di lavoro già operativo. L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno effettuerà campionamenti e analisi mirate, incluse indagini tossicologiche e la ricerca di eventuali sostanze inquinanti. Eventi come questo – ha concluso l’assessora Zabatta – richiamano una particolare attenzione del mondo sanitario e scientifico: anche da un episodio di mortalità è possibile ricavare indicazioni utili per la tutela della biodiversità marina e dello stato di salute dell’ecosistema»