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Bambino morto dopo il trapianto del cuore danneggiato

Ispezione al Monaldi, la delibera di Fico: i risultati dovranno finire subito sul tavolo del presidente

Il presidente della Regione Campania trasferisce le funzioni del Centro trapianti agli uffici di Palazzo Santa Lucia.
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Quando si è trovato a rispondere alle domande sulla gravissima vicenda dell'ospedale Monaldi, la morte del piccolo Domenico Caliendo, 2 anni, deceduto a seguito di un trapianto di cuore su cui verte una inchiesta giudiziaria, Roberto Fico ha spiegato con molta nettezza che ha appreso della gravità della vicenda – il caso del "cuore bruciato",  l'organo da impiantare arrivato a Napoli come un pezzo di ghiaccio poiché conservato male – soltanto dai giornali, il 7 febbraio.

La Regione Campania, ovvero la direzione generale Tutela Salute, invece sapeva da prima: il 4 e 5 febbraio l'Ospedale Monaldi aveva inviato le PEC formali con la sospensione dei trapianti pediatrici all'allora Direttore della Salute Antonio Postiglione. Il presidente della Regione Campania, dunque, non fu adeguatamente informato.

Fico ha deciso che questo non accadrà più. Lo ha messo nero su bianco nella delibera approvata lo scorso giovedì 19, quella che sancisce il trasferimento immediato delle funzioni tecnico-amministrative del Centro Regionale Trapianti (CRT) dall'Ospedale dei Colli direttamente agli Uffici della Regione Campania proprio per «necessità di esercitare un controllo più stringente» e per garantire «la tempestività dei flussi informativi».

Non è passato inosservato un passaggio dell'atto messo a punto da Fico e dal Capo di gabinetto Francesco Comparone, una sorta di  "guinzaglio" istituzionale alla Tutela della Salute. Fico non si limita a ordinare una seconda ispezione all'ospedale Monaldi, afferente all'azienda ospedaliera dei Colli, ma detta una regola d'ingaggio rigidissima per chi quell'ispezione deve condurla (la Direzione Generale Tutela della Salute, ora guidata dal sostituto Ugo Trama).

Al punto 3 della delibera, il governatore fa mettere a verbale l'obbligo: «di precisare che la Direzione Generale per la Tutela della Salute dovrà riferire alla Giunta Regionale, per il tramite del Presidente e del suo Gabinetto, sugli esiti della verifica ispettiva degli uffici regionali ai fini delle conseguenti determinazioni». Qualsiasi cosa scoprano gli ispettori al Monaldi, non potrà restare chiusa in un cassetto della Direzione, ma dovrà finire direttamente sul tavolo del presidente.

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