Irruzione al Pronto Soccorso del Cardarelli, tre guardie giurate e un infermiere picchiati dai parenti di un paziente

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L’aggressione si è verificata nella notte, come ha reso noto lo stesso ospedale Cardarelli. I responsabili sono stati identificati dalla Polizia di Stato.

Momenti di paura e tensione, nella notte, all'ospedale Cardarelli di Napoli, dove tre guardie giurate e un infermiere sono stati aggrediti dai parenti di un paziente. Come si legge in una nota diramata dallo stesso nosocomio partenopeo, intorno alle ore 1.30, alcune persone hanno fatto irruzione all'interno del Pronto Soccorso approfittando di una momentanea apertura della porta d'accesso riservata ai visitatori. Le tre guardie giurate hanno invitato gli intrusi ad uscire, per non disturbare le attività dei sanitari e la tranquillità dei pazienti, ma questi, in tutta risposta, hanno aggredito fisicamente i vigilantes e, poi, anche un infermiere, intervenuto in soccorso degli addetti alla sicurezza.

Stando a quanto ricostruito, nella nota, dall'ospedale Cardarelli, gli aggressori avrebbero forzato l'accesso al Pronto Soccorso per raggiungere un ragazzo di 17 anni, giunto nel nosocomio in codice rosso in seguito a un incidente stradale; per garantire l'immediatezza dei soccorsi e delle cure del caso, le guardie giurate avevano autorizzato l'ingresso in Pronto Soccorso alla sola madre del ragazzo. Dopo l'aggressione, si è reso necessario l'intervento di altri addetti alla sicurezza in servizio presso l'ospedale e degli agenti della Polizia di Stato per riportare la calma; i poliziotti, poi, hanno identificato gli autori dell'aggressione, richiedendo al nosocomio l'accesso alle immagini delle telecamere di videosorveglianza per ulteriori accertamenti.

Nonostante quanto accaduto, in conclusione della nota l'ospedale Cardarelli ha precisato: "Il Pronto Soccorso del Cardarelli ha registrato un calo delle aggressioni, grazie alle numerose misure di sicurezza adottate, al potenziamento della videosorveglianza e a un protocollo anti-aggressioni, divenuto un esempio organizzativo. Applicando in modo innovativo la normativa vigente, il protocollo consente all’ospedale di denunciare direttamente le aggressioni al personale sanitario, senza costringere l’aggredito a esporsi. Dall’inizio del 2026 questo è il secondo episodio di tale gravità verificatosi nella struttura del Pronto Soccorso, a fronte di circa 52.000 accessi".

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