Difendere la peculiarità dell' ospedale infettivologico Cotugno ma, allo stesso tempo, garantire i posti letto necessari per una possibile seconda ondata da Covid – 19. Il direttore dell'Azienda ospedaliera dei Colli, Maurizio di Mauro, è deciso quando spiega che il coronavirus non deve far dimenticare l'esistenza di altre patologie. Al momento la situazione dei ricoverati per Covid -19 è sotto controllo, anche se i numeri continuano a salire, come l'età media dei pazienti. Nella Terapia Intensiva, su 8 posti disponibili 6 sono occupati. La Subintensiva ha esaurito tutti i 16 posti letto dedicati così come il ricovero ordinario che, al momento, prevede 30 posti letto e ben 31 pazienti.

Direttore, qual è la situazione al momento?

"Purtroppo non è tranquilla. Nel senso che noi abbiamo in questo momento un numero di ricoveri al di sopra di quello che era previsto nella fase b. Ieri abbiamo avuto un incontro con il presidente Vincenzo De Luca e abbiamo deciso di passare alla fase c, cioè implementare i posti letto secondo quanto previsto dal potenziamento della terza fase. Questa mattina abbiamo fatto una riunione interna e nell'arco di una settimana ci attesteremo a 136 posti letto totali, convertendo anche i posti del vecchio Cotugno in Covid. Metteremo a disposizione 9 posti rene per pazienti Covid bisognevoli di dialisi. Tre per pazienti Covid in stato detentivo e una sala operatoria ibrida dedicata a pazienti positivi, per emergenze cardiologiche ed emodinamica, emergenze chirurgiche e quelle in traumatologia, escludendo traumi complessi o che richiedano interventi di neurochirurgia. Ma non trasformeremo il Cotugno in Covid Center. Attraverso percorsi separati manterremo 30 posti letto per garantire le altre patologie infettive, oltre altri 8 di terapia intensiva non Covid".

Molti, anche oggi, si sono sottoposti al tampone al pronto soccorso del Cotugno.

"Effettueremo tamponi alle persone che si recano in pronto soccorso per una patologia conclamata. Se domani mattina viene un paziente che non sente più i sapori, chiaramente facciamo l'intervento di pronto soccorso che potrebbe anche presupporre il ricovero se abbiamo posti. Ma non siamo noi a dover fare tamponi da screening"

È prevista nei prossimi mesi una nuova ondata?

"Purtroppo sì, è prevista. Perché ci attestiamo intorno ai 150 positivi al giorno in media. Siamo arrivati anche a 240, un numero che non si è registrato neanche durante il lockdown. Non è più un fenomeno da importazione, ormai sono focolai autoctoni. Purtroppo il dato più preoccupante è che l'età media si sta innalzando. Per cui è vero che si sono tantissimi asintomatici, ma il soggetto che oggi si viene a ricoverare è anche quello affetto da altre patologie. La situazione al momento è ancora gestibile ed è sotto controllo. Chiaramente però dobbiamo essere pronti a fronteggiare qualsiasi emergenza"

In questa fase spiegava che il Cotugno resterà riferimento per tutte le patologie infettive.

"Assolutamente sì. Fin quando potrò difenderò il ruolo del Cotugno".

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