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Il clan Vannella-Grassi ha rapinato 20 chili di cocaina a due corrieri della ‘ndrangheta

La droga era destinata a un altro gruppo camorristico napoletano, quello degli Amato-Pagano. Il procuratore Gratteri: “Preoccupati dalla reazione della ‘ndrangheta”.
A cura di Valerio Papadia
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La ‘ndrangheta come fornitrice di droga della camorra napoletana. È questo uno degli elementi più interessati che è emerso dai 9 arresti perpetrati all'alba di oggi, martedì 24 febbraio, a Scampia, quartiere della periferia settentrionale di Napoli: tra i destinatari delle misure cautelari appartenenti al clan Vanella Grassi, ma anche alla cosca calabrese Nirta-Strangio. Secondo quanto ricostruito in fase di indagini dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, nell'aprile del 2023 a Casavatore, hinterland del capoluogo campano, soggetti vicini al clan Vanella Grassi hanno rapinato due corrieri calabresi della ‘Ndrangheta, sottraendogli 20 chili di cocaina che erano destinati a un altro gruppo camorristico napoletano, quello degli Amato-Pagano.

Il procuratore Gratteri: "Preoccupati dalla reazione della ‘ndrangheta"

A rimarcare come la fornitura di droga da parte della ‘ndrangheta sia una novità assoluta è stato il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, che in Calabria ci è nato e ci ha lavorato come magistrato. "L'elemento di novità, di questi presunti innocenti che abbiamo arrestato questa mattina, è questo rapporto diretto con la ‘ndrangheta" ha sottolineato Gratteri, che ha poi proseguito: "In una delle volte in cui è stata portata cocaina qui a Napoli, è stata fatta una rapina da parte della Camorra nei confronti di questi due ‘ndranghetisti. Ora, il problema p che siamo un po' preoccupati dalla reazione della ‘ndrangheta".

Sulla questione, il procuratore Gratteri si è spiegato meglio: "Nel momento in cui noi abbiamo accertato che questi 20 kg di cocaina sono stati rapinati alla ‘ndrangheta, non so quale può essere la reazione, allora noi abbiamo chiesto alle persone che riteniamo essere i protagonisti di questa rapina, se si sentono in pericolo o meno, se intendono essere protetti". "È una scelta, non si può imporre – ha detto ancora Gratteri – queste cose mi sono capitate tante volte in Calabria. Ovviamente da parte delle forze dell'ordine l'allerta è massima, a prescindere dalla volontà o meno del soggetto".

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