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Presidenza Fico in Regione Campania

Ifel Campania perde il nome: è rottura definitiva con la fondazione nazionale dell’Anci

Ifel nazionale rompe con la struttura campana: lettera di rottura dopo mesi di scontro su nomine e gestione.
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Caso Ifel Campania, è rottura totale tra Napoli e Roma. La Fondazione Ifel nazionale, diretta emanazione dell'Anci, ha formalizzato la rottura definitiva con l'Istituto per la finanza e l'economia locale della Campania, totalmente posseduto dalla Regione, avvalendosi dell'articolo 5 dello Statuto. L’epilogo è scritto in una scarna lettera di tre righe, datata Roma, 25 marzo scorso. A firmarla è la direzione di Ifel Nazionale ed è indirizzata alla Regione e alla stessa società campana, che è stata per anni un "gioiellino" dell'assistenza tecnica sui fondi europei (Fesr e Fse), formazione, e progetti legati al Pnrr.

L'oggetto della comunicazione non lascia spazio a interpretazioni: «Interruzione della collaborazione ai sensi dell’articolo 5 dello Statuto». È l'articolo che tutela nome e marchio dell'Istituto in caso di interruzione della collaborazione tra i fondatori. L'ente regionale non viene sciolto, ma perde il diritto di utilizzare il nome e il marchio Ifel.

Ma come si è arrivati a questo divorzio? Da oltre sette mesi è in atto uno scontro, con decisioni prese dai vertici dell'istituto locale durante gli ultimi mesi di legislatura guidata da Vincenzo De Luca, culminato con una serie di decisioni dell'attuale governatore Roberto Fico, intenzionato a tenere strette le briglie dei manager che guidano le aziende controllate, finanziate con soldi pubblici.

La miccia si accende il 27 agosto 2025, in pieno periodo estivo. La giunta di De Luca è agli sgoccioli e si prepara a blindare la governance della fondazione regionale. Il nome designato per la presidenza è quello di Paolo Russo, giornalista di lungo corso, storico portavoce del governatore. Ifel nazionale si mette di traverso. Il direttore Pierciro Galeone scrive a Napoli chiedendo di rinviare l'Assemblea dei soci. In pratica Roma contesta l'assenza di un reale coinvolgimento (il parere obbligatorio previsto dallo Statuto) e lancia un siluro sul curriculum di Russo: servono, dice «capacità gestionali e manageriali adeguate alle dimensioni e alla mission dell'Ente».

Ma la Regione Campania respinge l'assalto in meno di 24 ore. Il 28 agosto 2025, l'allora Capo di Gabinetto di De Luca, Almerina Bove nega il rinvio. La tesi della Regione è un capolavoro di burocrazia difensiva: secondo lo Statuto – scrive la Bove – il presidente ha solo funzioni di «rappresentanza» e cura delle «relazioni istituzionali» mentre la gestione vera e propria spetta al Direttore Generale. Attualmente il Dg è Annapaola Voto, già braccio destro di Fulvio Bonavitacola, potente politico salernitano, per dieci anni vicepresidente della Regione con De Luca e oggi assessore alle Attività Produttive. Quindi, il profilo politico e comunicativo di Russo era «pienamente coerente» secondo Palazzo Santa Lucia. E infatti, il giorno dopo, 29 agosto, l'Assemblea nominerà Paolo Russo, ignorando i malumori di Roma.

La richiesta di rinvio dell’assemblea di agosto
La richiesta di rinvio dell’assemblea di agosto

Conquistata la presidenza, esattamente un mese dopo, il 29 settembre 2025, il neonato CdA presieduto proprio da Russo approva all'unanimità il rinnovo dell'incarico per il direttore generale Voto, sigillando il suo contratto fino al 31 dicembre 2028. La valutazione politica di molti è che Ifel Campania diventa formalmente un "bunker" inespugnabile fino a metà della legislatura successiva.

Arriviamo a marzo 2026. Con il cambio di governo regionale, il nuovo presidente Fico cambia molte cose. Taglia una commessa da 8,1 milioni di euro a Ifel Campania, stabilisce linee guida rigide su tutte le partecipate, che riguardano consigli d'amministrazioni, doppi incarichi, riduzione per incarichi e consulenze.

Di fronte a queste tensioni, Ifel Nazionale decide che la misura è colma: Roma stacca la spina, almeno con l'azienda di via Generale Orsini. Ma non chiude la porta alla Regione Campania: «Ifel – chiude la lettera – è comunque interessata e disponibile a definire future partnership finalizzate a sviluppare le relazioni tra la Regione ed i Comuni campani attraverso soluzioni che valorizzino le funzioni di entrambi i livelli di governo». Ora il tema è anche per i numerosi contratti di consulenza in essere e che scadono ad aprile 2026.

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