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I carabinieri stanno sequestrando video e foto girati in sala operatoria nel giorno del trapianto di Domenico al Monaldi

Sequestrato il telefono cellulare di una infermiera (non indagata) su cui ci sono immagini interessanti per le indagini. Ascoltata per ore la mamma del piccolo Domenico.
A cura di Redazione Napoli
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Patrizia Mercolino, mamma del bimbo, col suo avvocato Francesco Petruzzi
Patrizia Mercolino, mamma del bimbo, col suo avvocato Francesco Petruzzi

Il Nas, Nucleo anti sofisticazione dei Carabinieri e la Procura di Napoli hanno sequestrato un altro cellulare, quello di una infermiera dell'ospedale Monaldi, non indagata. Motivo? Visionare fotografie e video realizzati nella sala operatoria il 23 dicembre 2025, il giorno del nefasto trapianto di cuore cui fu sottoposto effettuato sul piccolo Domenico Caliendo, il bimbo morto lo scorso 21 febbraio scorso nel nosocomio napoletano. I documenti sono «ritenuti utili all'attività investigativa». Il prossimo 26 marzo è stata fissata la copia forense del dispositivo.

La notizia arriva in una giornata densa di novità sulla vicenda: sempre oggi la Procura di Napoli ha chiesto la sospensione dall'esercizio della professione per i due cardiochirurghi dell'ospedale Monaldi Guido Oppido ed Emanuela Bergonzoni. A loro viene contestato oltre che l'omicidio colposo con altri 5 medici del Monaldi, anche il reato di falso in concorso. Secondo i pm napoletani sarebbe stata modificata la cartella clinica del bimbo.

E in mattinata Patrizia Mercolino, la mamma del minore deceduto, è stata ascoltata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo, come persona informata sui fatti, quindi senza la presenza del suo avvocato, il legale Francesco Petruzzi. Patrizia ha ricostruito tutta la vicenda clinica, consumatasi all'ospedale Monadi di Napoli, che si è conclusa nella tragica morte del figlio. L'escussione dinanzi al pm ha fatto slittare al pomeriggio l'appuntamento davanti al notaio per la costituzione della "Fondazione Domenico Caliendo" che Patrizia e il marito Antonio hanno deciso di aprire per sostenere, con assistenza legale e con un supporto relazionale e psicologico, le famiglie coinvolte in situazioni simili.

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