I carabinieri alla cornetteria Il Ciottolo a Napoli, sospesa l’attività dopo verifiche di Nas e ispettorato del Lavoro

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Ispezione nella nota attività di via Vespucci: lavoratori in nero, macchie di umidità e irregolarità nella gestione dei frigoriferi, sanzioni per 27mila euro.

Tredici persone al lavoro nel cuore della notte, tra i banconi dove si farciscono i «super cornetti» che per i frequentatori della movida napoletana sono un must, una tappa fissa della notte. Cinque di loro, però, non risultano in regola: lavorano in nero. Succede a "Il Ciottolo", la  nota cornetteria di via Amerigo Vespucci (anche se molti individuano quel tratto ancora con via Marina) a Napoli, di fronte al palazzo dell'ex Collocamento al Lavoro, finita sotto controllo durante un servizio a largo raggio dei carabinieri.

L’ispezione fa parte di una operazione sul territorio della movida cittadina, andata avanti fino alle prime luci del giorno. Hanno partecipato i militari del Gruppo di Napoli, affiancati dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (Nil) e dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Napoli. Obiettivo dei controlli: contrastare l'illegalità diffusa, ma anche le irregolarità in ambito lavorativo e sanitario. Gli accertamenti dell'ispettorato hanno fatto emergere diverse violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela dei lavoratori. Su 13 persone presenti al momento del controllo, 5 risultano impiegate senza contratto. Per questo sono state contestate cinque violazioni amministrative, con maxi-sanzioni per lavoro nero pari a 19.500 euro. Per l’attività è scattato anche il provvedimento di sospensione.

Il titolare della notissima cornetteria, un uomo di sessant'anni, è stato denunciato per violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro. Nel corso dell'ispezione al "Ciottolo" sono state inoltre contestate tre contravvenzioni penali, per un importo complessivo di quasi 5mila euro: riguardano l’omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la mancata formazione del personale e le carenze negli ambienti di lavoro.

C’è poi il capitolo igienico-sanitario, curato dal Nas. I militari hanno trovato macchie di umidità nei locali adibiti a deposito, contenitori per i rifiuti non idonei e un'apparecchiatura frigorifera con alimenti deperibili priva del rilevatore di temperatura. Per queste violazioni in materia di igiene e sicurezza alimentare sono state elevate sanzioni amministrative per tremila euro. Sommando multe e contravvenzioni, il conto supera i 27mila euro, a cui si aggiunge lo stop all'attività imprenditoriale.

L'operazione – spiega una nota del comando provinciale – rientra nei servizi di controllo del territorio predisposti dal comando provinciale dei carabinieri di Napoli, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori, alla sicurezza nei luoghi di lavoro e alla salute pubblica. Il titolare dell'attività commerciale è ovviamente da ritenersi innocente fino a un'eventuale sentenza definitiva.

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