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Funerali di Fabio Ascione, il comitato anticamorra: “Napoli non si abitui all’idea di dover piangere vittime innocenti”

Il Comitato anticamorra per la legalità dopo il placet per i funerali di Fabio Ascione: “Serve azione concreta che vada a incidere sulla crescita delle nuove generazioni”.
A cura di Nico Falco
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Fabio Ascione, ucciso in un agguato a Ponticelli
Fabio Ascione, ucciso in un agguato a Ponticelli

"Il fatto che si stava accettando di buon grado l’idea che gli amici e la famiglia di un giovane innocente ucciso dai camorristi non potessero neanche rendere omaggio per l’ultima volta al loro caro è la dimostrazione che ci si sta abituando all’idea che, di tanto in tanto, Napoli e la sua provincia debbano piangere qualche morto innocente". A parlare sono alcuni dei componenti del Comitato anticamorra per la legalità – Disarmiamo Napoli, l'occasione è il dietrofront sui funerali di Fabio Ascione, il 20enne di Ponticelli che, secondo quanto emerso fino ad ora dalle indagini, sarebbe una vittima innocente, ucciso in circostanze che per il momento restano da chiarire.

Viste le modalità dell'omicidio, infatti, il Questore aveva inizialmente vietato i funerali per motivi di ordine pubblico, ma la decisione è stata cambiata nelle scorse ore: la cerimonia ci sarà domani mattina, 14 aprile, nella chiesa di San Pietro e Paolo e ad officiare sarà il cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia.

Nella nota, firmata tra gli altri da Sandro Ruotolo, Paolo Siani, Maurizio de Giovanni, Carmela Manco, Gennaro Pagano, Valeria Pirone, Isaia Sales, Nino Daniele e Antonio Iazzetta, si sottolinea che è necessario andare "oltre la semplice repressione come quella del Decreto Caivano, che può essere utile nel breve periodo, ma non risolve, alla radice, le origini del disagio sociale ed economico che alimenta la camorra". Serve "una azione concreta che vada a incidere sulla crescita delle nuove generazioni sin dai primi anni di vita coinvolgendo anche le famiglie e non limitandosi ad azioni dirette ai minori".

"Siamo stati capaci di portare la Coppa America a Napoli – conclude il comitato – e non vogliamo credere che non siamo capaci di combattere concretamente la devianza minorile che va ad alimentare la camorra".

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