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Elezioni amministrative 2026

Elezioni Salerno, Vincenzo De Luca ha il suo piano: 6 liste senza Pd. Dentro Socialisti e qualche Verde

A Salerno il Pd resta sospeso tra alleanza e rottura con De Luca, pronto a correre senza i Dem mentre il centrosinistra costruisce una coalizione alternativa.
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A Salerno c'è il «Pd di Schrödinger»: il Partito Democratico alle elezioni Amministrative salernitane c'è e non c'è, occorrerà aprire le urne per capirlo e ciò avverrà a maggio.  La soluzione più facile, oggi – e si va verso quest'assetto – è che Vincenzo De Luca, ormai certo candidato a sindaco per la quinta volta, non avrà il Pd in coalizione. De Luca dirà che non gliene frega niente e raccatterà tra Dem, fedelissimi senza tessera e altri partitini materiale sufficiente per 5-6 liste.

Una idea che fa sudar freddo il figlio dello ‘sceriffo', Piero De Luca, segretario campano del partito. Il dossier Salerno è in mano sua e De Luca padre non ha intenzione di concedere niente manco al figlio. Se le cose dovessero procedere così Piero dovrà andare da Elly Schlein e certificare il fallimento della sua trattativa per il campo largo salernitano.

«Non c’è ancora il nome del candidato sindaco ma, adesso, c’è la conferma della partecipazione di tutte le forze politiche del centro sinistra, fatta eccezione per il Pd e per il Psi, alla coalizione che, alle prossime elezioni Comunali di Salerno, si presenterà come alternativa alla candidatura di Vincenzo De Luca» scrivono Movimento 5 Stelle,  Sinistra Italiana, Azione, Oltre, Casa Riformista, Italia Viva, Noi di Centro, Salerno in Comune, Semplice Salerno. Comitato Salute e Vita.

L'ex presidente della Regione Campania ha il suo piano: "I progressisti per Salerno" saranno il surrogato del Partito Democratico, poi ovviamente ci sarà la lista solita, "A Testa Alta" e un'altra civica – scrive il quotidiano salernitano "L'ora della sera" –  dal nome "Salerno per i Giovani".

I socialisti parteciperanno alla coalizione. Il Psi si troverà con Fico alla Regione e con De Luca a Salerno: un bel gioco di equilibrismi. Dentro anche l'area centrista dei Moderati. E sul fronte Avs Tonino Scala, segretario di Sinistra Italiana lo dice chiaramente: noi non stiamo con De Luca.

Nei Verdi, invece, a quanto trapela c'è la voglia di alcuni  – guidati dall’ex parlamentare Michele Ragosta e dall’ex consigliere regionale Dario Barbirotti – di restare con De Luca in una lista chiamata "Davvero Verdi". I vertici dei Verdi dicono che al momento questa disussione non c'è.

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