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L'omicidio di Aldo Gioia ad Avellino
28 Aprile 2021
9:14

Delitto di Avellino, in chat il piano di Elena e Giovanni per la strage: “Non deve rimanere nessuno”

Emergono altri dettagli sul delitto di Aldo Gioia, colpito con 12 coltellate nel sonno e per la cui morte sono stati arrestati la figlia Elena (18 anni) ed il fidanzato Giovanni (23 anni). Nelle chat tra i due, veniva pianificata la strage in cui dovevano morire anche la madre e la sorella della giovane: “Non deve rimanere nessuno”.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Elena Gioia e Giovanni Limata.
Elena Gioia e Giovanni Limata.
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L'omicidio di Aldo Gioia ad Avellino

Non doveva rimanere in vita nessuno: a morire, nel piano di Elena e Giovanni, doveva essere l'intera famiglia di lei. Il padre Aldo Gioia, la madre Liana, la sorella Emilia. E i due fidanzati non hanno fatto niente per "nasconderlo", neanche a loro stessi. Neppure un ripensamento, neanche nei messaggi che si sono scambiati fino a pochi istanti prima del delitto. La strage non è avvenuta del tutto solo perché i due non hanno considerato l'ipotesi che il padre della ragazza urlasse dopo essere stato colpito, svegliando così le due donne che stavano già dormendo. Da lì, il piano si è come interrotto: il racconto della rapina in casa, con il ferimento dell'uomo che era agonizzante, pare non fosse previsto. I due fidanzati avrebbero dovuto infatti fuggire subito dopo la strage, ed invece si sono trovati ad improvvisare: ma in poche ore sono stati scoperti, fermati ed arrestati dalle forze dell'ordine.

I funerali di Aldo Gioia nella chiesa di San Ciro ad Avellino.
I funerali di Aldo Gioia nella chiesa di San Ciro ad Avellino.

Già nei giorni precedenti al delitto, nelle chat scambiate tra i due ed ora minuziosamente al vaglio degli inquirenti, appare tutto pianificato. Lei che lo esorta: "Quando li uccidiamo?", lui che replica: "Lo faccio perché li odi". Una lunga escalation che culmina nella notte tra venerdì e sabato, con gli ultimi agghiaccianti messaggi prima che il folle piano, destinato a fallire, prenda corpo. Lui, Giovanni Limata, il 23enne di Cervinara che ha materialmente inferto le coltellate mortali al padre della ragazza, ha qualche esitazione dovuta alla presenza in casa di Milly, il cane di famiglia. La paura è che possa abbaiare sentendolo entrare, svegliando così Aldo Gioia, primo "bersaglio" del giovane. Ma Elena, 18 anni, lo rassicura: porterà il cane con lei, in camera, in modo da non correre rischi.

"Ma anche Emilia? Sei sicura?": è uno degli ultimissimi messaggi prima del delitto. Giovanni ha ancora qualche dubbio, non sa se deve colpire anche la sorella di Elena. Ma è ancora una volta la ragazza che non sembra avere esitazioni: "Sì amo, capisci meglio cosa intendo, mia sorella non può rimanere: non rimane nessuno". Poco dopo, Elena scende a buttare la spazzatura, lascia la porta aperta per Giovanni, il cane è in camera con lei e non può abbaiare. "Sono dentro" è l'ultimo messaggio di Giovanni. "Vai amo", conclude lei. Pochi minuti dopo, Aldo Gioia, 53 anni, è colpito da 12 coltellate al torace e alla gola, e morirà per le ferite riportate all'ospedale Moscati di Avellino. Ma il suo urlo sveglia Liana ed Emilia, il ragazzo è costretto a fuggire. E il piano di scappare dopo la strage fallisce. Elena parla di una rapina, di qualcuno che è entrato in casa e ha colpito il padre. Poi però la verità emerge immediatamente. Le forze dell'ordine vanno a prendere Giovanni in casa sua, a Cervinara. I due confessano il delitto, ma faranno scena muta davanti al gip che convalida l'arresto, assistiti dai rispettivi avvocati dopo che i primi due avevano rinunciato a difenderli. Ora i due, entrambi maggiorenni, rischiano l'ergastolo per l'accusa di omicidio aggravato con premeditazione.

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