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De Magistris e De Luca: ex sindaco ed ex governatore danno battaglia a Manfredi su Bagnoli

De Luca parla di “massoneria deviata” su Bagnoli e fa infuriare il Nazareno. De Magistris bombarda mediaticamente: sul piano per l’area Ovest si forma un asse inedito.
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Vincenzo De Luca, Luigi de Magistris e Gaetano Manfredi
Vincenzo De Luca, Luigi de Magistris e Gaetano Manfredi

Se è vero che il nemico del mio nemico è mio amico, allora l'asse fra l'ex sindaco Luigi de Magistris e l'ex presidente della Regione Vincenzo De Luca contro il sindaco di Napoli in carica Gaetano Manfredi è talmente concreto che non c'è bisogno di immaginarlo, basta mettere in fila le dichiarazioni dei due ex. Il casus belli è Bagnoli, l'ex area industriale napoletana da riconvertire, la madre di tutti i progetti, quello su cui – così si dice nei Palazzi napoletani – Manfredi punta tutto per lanciarsi nel  2027 come federatore del campo largo nazionale, alternativo a Elly Schlein, anche se Manfredi ha finora sempre smentito ogni ambizione del genere.

Questi i fatti: Bagnoli è uno dei progetti più grandi mai arrivati a Napoli negli ultimi decenni. Prevede la riconversione urbanistica dell'ex area industriale affacciata sul mare della periferia Occidentale. Quella zona ospiterà, nel 2027, l'America's Cup di vela. Dentro c'è il governo Meloni – con cui Manfredi tiene rapporti cordialissimi di collaborazione istituzionale (pure troppo cordiali, secondo la sinistra napoletana). C'è un ma: comitati di residenti, urbanisti, area di sinistra antagonista e insieme a loro l'ex sindaco De Magistris e l'ex governatore De Luca bocciano – ognuno per vari motivi – il piano di Manfredi, che è commissario al processo di riconversione dell'ex area industriale.

De Luca, Bagnoli e l'imbarazzo del Pd dopo l'attacco a Manfredi

Assestata la fase elettorale in Regione Campania con nuovo presidente Roberto Fico che ha "allontanato" dal dossier Bagnoli il fedelissimo di De Luca, Fulvio Bonavitacola, ora "lo sceriffo di Salerno" bombarda mediaticamente il sindaco Manfredi. Oggi ci è andato giù durissimo. Sostanzialmente ha parlato di massoneria deviata a Napoli: «A Napoli vedo un clima da P2, da massoneria deviata, una difficoltà a parlare un linguaggio di verità, a far emergere sugli organi di informazione le cose vere. Tutto è occultato, ovattato in una palude trasversale.  Invoco un'operazione verità su Napoli: parleremo anche di Bagnoli, in cui tutto avviene senza un consiglio comunale lì, spiegando a cittadini cosa si sta facendo. Pd, Sinistra, Verdi, 5 Stelle non chiedono un dibattito pubblico a Bagnoli in un clima ovattato. Datevi una mossa in una Napoli narcotizzata».  Oggi l'eco delle durissime parole di De Luca padre sono arrivate al Largo del Nazareno, ai vertici della segreteria Pd e in difficoltà è il figlio dell'ex governatore, Piero De Luca. In un mondo ideale il segretario regionale del partito prenderebbe subito le difese del sindaco del capoluogo così duramente attaccato. Ma la Campania è un mondo a parte.

A uscire allo scoperto è Gennaro Acampora, capogruppo Dem in Comune: «Non accettiamo lezioni da nessuno, abbiamo affrontato questi anni con serietà e senza trionfalismi e senza mai puntare il dito sul passato enormi problemi, a partire da un bilancio in predissesto».  Sembra più una dichiarazione contro De Magistris che contro De Luca, però.

De Magistris contro il piano Manfredi: "Ha stravolto quel che avevo fatto io"

E tornando proprio all'ex sindaco di Napoli, il tema è che Vincenzo De Luca non è solo in questa battaglia sulla bonifica di Bagnoli: incredibilmente trova un alleato rilevantissimo, ovvero Luigi De Magistris, sindaco per due mandati, ancora popolarissimo e già candidato alle prossime Amministrative a Napoli.

Ospite nel Tg di Ottochannel, Dema dice: «Con l’inversione di rotta della mia ordinanza "chi inquina paga" Manfredi elimina la bonifica, fa solo una messa in sicurezza in accordo col governo Meloni e soprattutto succede che gli inquinatori diventino benefattori e quindi il sindaco annulla l'ordinanza che faceva pagare la bonifica a chi ha inquinato. Oggi si cementifica, si realizzano opere che dicono temporanee, ma che saranno definitive, non ci sarà più la spiaggia pubblica, la linea di costa».

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