«Vieneme a truva' / Da casa mia se vede ‘o mare...» la canzone di Gigi Finizio che anticipa il video di Vincenzo De Luca è forse un invito a quelli che definisce «sciacalli e smemorati» a palesarsi e confrontarsi direttamente, fatto sta che il video pubblicato oggi sui social dal presidente della Regione Campania (che domani, venerdì 30 ottobre parlerà come al solito alle 14.45 in una diretta Facebook) tradisce una rabbia inespressa e una frustrazione mai vista in questi mesi di pandemia Covid.

Diciotto minuti di filmato, intitolati in maniera enfatica, senza circonlocuzione: «Uno in Italia ha detto la verità (lui, ndr.). Piccolo promemoria per gli smemorati e gli sciacalli», un collage video con diciassette spezzoni di filmati che vanno dal 4 aprile al 15 settembre scorsi. Cosa si vede? È un potpourri di dichiarazioni varie, in cui il governatore rieletto il 21 settembre scorso dice un po' tutto: ricorda di aver lanciato l'allarme del rischio di una seconda ondata di contagi da Covid-19 che si sarebbe associata all'epidemia d'influenza, dichiara di aver predisposto e attuato un piano socio-economico da quasi un miliardo di euro e di aver differito l'avvio dell'anno scolastico di dieci giorni per consentire uno screening sul personale della scuola. Dice di aver  necessità di terapie intensive «per avere ospedali dedicati al Covid per riprendere l'attività ordinaria nei nostri ospedali» e così via. Ci sono invero anche altre dichiarazioni tra le numerosissime ore di filmato del Presidente della Regione Campania che durante la campagna elettorale non si è risparmiato nell'esposizione mediatica (sempre senza farsi fare domande): lo slogan di De Luca è stato «abbiamo fatto un miracolo», sottintendendo che la Campania stesse meglio sul fronte Coronavirus delle altre grandi regioni del Nord proprio grazie alla sua lungimiranza.

Oggi, invece, che la Campania è tra le prime per i contagi ed è in enorme difficoltà sul fronte del posti letto ma anche e soprattutto sull'assistenza sanitaria a chi il Covid non ce l'ha ma ha altre patologie (cardiache, oncologiche, vascolari, oculistiche) De Luca passa al contrattacco: è di ieri la sua dura lettera al premier Giuseppe Conte in cui chiede la bellezza di «600 medici (con particolare attenzione agli anestesisti) e 800 infermieri». Ma la situazione è quella che è e non solo negli ospedali: in regione si susseguono anche le proteste contro coprifuoco e zone rosse.