«Ora cerchiamo di non rilassarci, nemmeno nel periodo natalizio altrimenti avremo a gennaio una ondata di contagi e una fiammata di morti».

Vincenzo De Luca traccia le linee guida delle prossime settimana in Campania sul fronte Covid. Sulla riapertura delle scuole in Campania, dice «non si riapre se non in sicurezza».

Ed è infatti probabile che non si riaprirà il 23 novembre. Il motivo è anche che il piano di tamponi antigenici proposto su base volontaria dalla regione a prof e studenti non funziona: poche adesioni, tanti problemi burocratici. Poco fa anche Anci, l'associazione dei Comuni, ha chiesto di non riaprire a scadenza di ordinanza regionale.

Dice il governatore in diretta alle 14.45:

Stiamo lavorando sulle scuole. L'ordinanza che prevede la possibilità di riapertura di asili e prime elementari è subordinata a un accertamento epidemiologico. Abbiamo un'ondata di richieste per non aprire: i genitori sono preoccupati. La riapertura per il 24 era una previsione, non apriremo nulla se non avremo la sicurezza dal punto di vista epidemiologico. Abbiamo scelto una linea di rigore e tutela, la manterremo. È possibile e probabile che non si riapra quando abbiamo previsto e comunque non riapriremo nulla se non avremo certezze dal punto di vista sanitario.

Come dicevamo, l'Associazione dei Comuni con una lettera ha chiesto al governatore Vincenzo De Luca di far slittare la riapertura delle scuole dell'infanzia e delle prime classi delle primarie, prevista per lunedì 24 novembre dall'ordinanza regionale numero 90 in subordine al risultato dei test in corso, prorogandone la chiusura al 6 dicembre, in modo da poter completare gli screening sanitari previsti.

Il motivo lo spiega il presidente Carlo Marino (sindaco di Caserta): pochissimi tamponi effettuati, circa 2mila su 150mila aventi diritto, a causa delle difficoltà registrate nell'accesso ai servizi di prenotazione.