Puntavano l'anziano da truffare, si fingevano di volta in volta avvocati o carabinieri e, seguendo il solito copione del finto incidente stradale o del procedimento giudiziario in corso, scucivano migliaia di euro ai malcapitati che pagando quelle somme credevano di evitare salvare figli e nipoti o perlomeno di evitare loro il carcere. La banda, sei persone, tutte residenti tra Napoli e provincia, è stata smantellata da una operazione dei carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni: come territorio di caccia avevano scelto i dintorni di Brindisi, in Puglia, spostandosi continuamente dalla Campania per le "spedizioni" alla ricerca di nuove vittime.

Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate, di truffa e di tentata truffa aggravata in concorso. Gli arresti sono scattati all'alba di oggi, 18 settembre, in esecuzione di una ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Brindisi; il provvedimento è arrivato al termine delle indagini svolte dai carabinieri pugliesi, che per rintracciare gli indagati sono stati supportati dai colleghi delle compagnie Centro, Vomero, Stella, Poggioreale, Casoria e Torre del Greco del Comando Provinciale di Napoli; cinque sono stati bloccati a Napoli, il sesto a Portici, nell'immediata provincia.

Le indagini sono nate in seguito a numerose denunce che raccontavano tutte la stessa storia e con particolari molto simili, con gli accertamenti i carabinieri hanno appurato che dietro i vari episodi c'era la stessa regia; un gruppo organizzato, in cui gli indagati si dividevano i ruoli occupandosi sia della parte organizzativa, tra individuazione della vittima e contatto telefonico per avviare il raggiro, sia di quella esecutiva, con il ritiro del denaro in cambio della promessa di salvare il congiunto "finito nei guai".

Gli arrestati per le truffe agli anziani a Brindisi

Nell'operazione sono finiti in carcere Fortunato Rivieccio, 20enne di Quarto, e Alessio Scialò, 28enne dei Tribunali, ritenuti a capo dell'organizzazione insieme ad altri componenti in corso di identificazione; ai domiciliari, invece, Emanuele Vitulli, 20enne del rione Don Guanella, Emanuele Limatola, 24enne di San Giovanni a Teduccio, Vincenzo Siano, 42enne di San Giorgio a Cremano (Napoli) e Arnaldo Abete, 22enne di Montesanto. Le truffe sono state perpetrate tra i mesi di giugno e agosto 2019 tra i comuni di Ostuni, Latiano, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica e Fasano. Complessivamente i carabinieri hanno ricostruito 10 truffe consumate e 14 tentate.

Come funzionavano le truffe agli anziani

L'organizzazione si avvaleva di trasfertisti e telefonisti. I primi, andando direttamente sul posto, individuavano la potenziale vittima, per lo più scegliendo tra persone anziane. Scoprivano il domicilio e passavano i dati ai complici, che da Napoli, con una ricerca per indirizzo sul sito Pagine Bianche, ricavavano le generalità e il numero di telefono. A quel punto partiva la telefonata: il truffatore si spacciava per avvocato difensore di un congiunto, inventando un falso incidente stradale, o riusciva a convincere la vittima di essere il figlio o il nipote e chiedeva di pagare a un corriere che si sarebbe a breve presentato in casa con un pacco. Pochi minuti dopo il trasfertista tornava in azione, bussando al citofono della vittima e presentandosi, a seconda della versione utilizzata, come assistente dell'avvocato o come incaricato della consegna.