video suggerito
video suggerito

Cresta sui fondi europei, respinti domiciliari per prof della Federico II e collaboratore Cnr

Il gip di Palermo ha respinto le 12 richieste di arresti domiciliari nell’ambito di una inchiesta sulla gestione di fondi destinati all’istruzione; tra gli indagati anche docenti e dipendenti pubblici campani.
A cura di Nico Falco
0 CONDIVISIONI
Immagine

Sono state respinte le 12 richieste di arresti domiciliari avanzate dalla Procura Europea nell'ambito di una indagine sulla gestione illegale dei fondi comunitari destinati all'istruzione; l'inchiesta è partita da Palermo tre anni fa e, secondo l'accusa, diversi dipendenti pubblici, docenti e dipendenti universitari, anche campani, avrebbero agevolato l'affidamento di forniture di beni e servizi alle società Informatica Commerciale S.p.A., alla R-Store S.p.a e alla Databroker, ottenendo in cambio dei "tesoretti" che usavano per acquisti di oggetti a uso personale.

Tra gli indagati per i quali è stata respinta la richiesta dei domiciliari figura Corrado Leone (difeso dall'avvocato Vincenzo Propenso), collaboratore tecnico informatico del Centro Nazionale di Ricerca di Napoli e di Portici, che secondo la Procura europea avrebbe chiesto per sé un monitor-televisore e avrebbe gonfiato appositamente preventivi e fatture per tornaconto personale. La sua posizione è stata ridimensionata dopo l'interrogatorio, durante il quale Leone ha negato le accuse portando riscontri al giudice: il monitor gli sarebbe servito per continuare in smart working un progetto di sensoristica nell'ambito della domotica e, per quanto riguarda il "tesoretto", l'indagato ha dimostrato che le discrepanze tra i prezzi erano dovuti alle variazioni tra il momento del preventivo e quello dell'acquisto e che i soldi in eccedenza sono stati utilizzati esclusivamente per acquistare strumenti per il laboratorio. Nei suoi confronti il gip di Palermo. ha negato la misura per mancanza di gravi indizi di colpevolezza.

Domiciliari respinti anche per Enrico Cafaro e Luigi Cembalo, docenti dell'Università Federico II di Napoli; nei loro confronti, però, il gip ha disposto la misura interdittiva della sospensione di ogni attività inerente la gestione di fondi. Disposto, inoltre, il divieto temporaneo di esercitare attività per Antonino Fedullo, dipendente di R-Store, e per Cosma Nappa. Il gip ha infine disposto che l'inchiesta venga trasferita da Palermo a Napoli per competenza territoriale. I pm della Procura Europea hanno impugnato la decisione sulla incompetenza dell'autorità giudiziaria di Palermo per le posizioni degli indagati Giancarlo Fimiani e Mario Piacenti, rispettivamente amministratore delegato e dirigente di R-Store.

L'indagine è partita nel 2023, quando è stata arrestata una preside del quartiere Zen di Palermo, accusata di avere fatto la "cresta" sul cibo della mensa scolastica e di essere pronta a imporre alla sua scuola di acquistare pc e tablet da R-Store, in cambio di dispositivi informatici in regalo per sé e per la sua famiglia. Dagli accertamenti degli inquirenti è emerso il presunto coinvolgimento dei diversi dipendenti pubblici e docenti, anche campani.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views