Commissioni regionali Campania, Manfredi pronto a firmare i decreti, la cerca la chiusura entro giovedì

La storia infinita delle otto commissioni permanenti in Consiglio regionale della Campania potrebbe arrivare a conclusione questa settimana. Il foglio di gennaio è volato via dal calendario e ha portato solo una riunione dell'assise, quella in cui Roberto Fico ha presentato la sua giunta. Poco, troppo poco: servono le commissioni per iniziare a macinare le proposte di legge, elaborarne di nuove e soprattutto vagliare il bilancio di previsione appena sarà sfornato da Palazzo Santa Lucia. Senza commissioni niente leggi, niente bilancio, niente staff, niente spesa per il funzionamento dell'elefantiaca macchina regionale.
Il presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi ha mediato fin dall'inizio per quel che ha potuto, nel rispetto della dialettica politica e del suo ruolo. Lo schema delle presidenze (sono tutte appannaggio della maggioranza) è questo: 3 al Pd, 2 al M5s, le rimanenti 3 ai renziani di "Casa Riformista", al Partito Socialista, ai deluchiani di "A testa alta". Il blocco è su due commissioni: Trasporti e Sanità e su due formazioni politiche, quella dei fedelissimi di Vincenzo De Luca e la lista del centristi di Matteo Renzi, "Casa Riformista".
Ai Trasporti-Urbanistica, commissione molto importante, i deluchiani vogliono la presidenza con Luca Cascone, un pretoriano di De Luca, malvisto da parte del Pd (area Schlein), dalla sinistra e dal M5s. Negli equilibri di maggioranza "A testa alta" per poter ottenere quella commissione dovrebbe peraltro cedere una casella che ha già incassato, nell'ufficio di presidenza con la consigliera segretaria Lucia Fortini.
Che però, una volta eletta, non ha alcuna intenzione di dimettersi. Sul fronte "Casa riformista", la compagine centrista vuole la commissione Sanità (che il Pd reclama, anzi che reclama una consigliera del Pd, Bruna Fiola). I riformisti avrebbero voluto la riconferma di Enzo Alaia che – indagato a Salerno per una questione di concorsi Asl – lascerebbe il passo a Ciro Buonajuto, ex sindaco di Ercolano.
Veniamo alle notizie delle ultime ore. Né "Casa Riformista" (3 consiglieri eletti) né "A testa alta" (5 consiglieri eletti) hanno depositato i nomi dei consiglieri con relativa indicazione delle commissioni in cui inserirli. L'articolo 29 del regolamento consiliare dice che occorre assicurare «la presenza di almeno un consigliere di ogni gruppo in ogni commissione». E che succede se un gruppo "fa melina" e non invia i nomi? A rigor di regolamento il presidente del Consiglio non può convocare la commissione come se niente fosse. Però ha in mano un’altra leva, prima ancora della convocazione: può chiude la composizione, considerando i consiglieri dei due gruppi in questione come «non assegnati» e applicando l'articolo 29, comma 2: «I consiglieri che, dopo la ripartizione non risultano designati, sono assegnati dal presidente del Consiglio» per poi convocare la prima seduta d'insediamento delle 8 permanenti, durante le quali saranno eletti i presidenti di commissione, vice e segretario.
Dunque, a quanto apprende Fanpage, Manfredi lunedì firma i decreti di composizione, in attesa che – al massimo entro giovedì 5 febbraio – si chiudano gli ultimi nodi politici e le commissioni partano, finalmente. Domani ci sarà riunione della Giunta per il regolamento e in quella sede si vaglierà la questione posta dal consigliere di Avs Rosario Andreozzi sulla effettiva liceità di gruppi come "A testa alta", "Lista Fico Presidente", "Cirielli Presidente" e "Socialisti", costituitisi grazie alla garanzia di europarlamentari. L'istruttoria, affidata dai tecnici del Consiglio regionale e al consigliere regionale Giorgio Zinno, dovrebbe dimostrare che sì, quei gruppi sono leciti.